accadde…oggi: nel 1926 nasce Rita Pisano, di Rosalba Topini

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Giovedì 7 febbraio 2019 è stata scoperta a Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale della Calabria, la targa con cui si è intitolata la Sala Stampa a Rita Pisano, Sindaca del PCI al comune di Pedace dal 1964 al 1984. Rita è stata una grande donna temeraria che non si è mai tirata indietro di fronte alle battaglie della vita e ai valori in cui credeva fermamente, dimostrando forza d’animo e volontà per migliorare le sorti della sua Terra.

Nacque il 15 agosto del 1926 a Pedace, borgo calabrese in provincia di Cosenza. È stata una grande politica italiana, aderì giovanissima al PCI e alla scuola del partito, applicandosi anche negli studi, conseguendo in poco tempo la licenza media e il diploma dell’istituto Tecnico Femminile. Assunse progressivamente gli incarichi di dirigente della federazione del partito a Cosenza, di segretario provinciale del CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media impresa) e di consigliere comunale.

È stata una donna inflessibile contro le ingiustizie sociali e le diseguaglianze, in particolare lottò per l’emancipazione della donna, nella difficile situazione storico sociale del dopoguerra. Il suo nome, non è solo legato alla politica e alle sue battaglie, ma anche al fatto che il più importante artista del ‘900, Pablo Picasso, incontrandola, decise di farle un ritratto, al quale diede il titolo di: “Jeunne fille de Calabre”. Era il 30 ottobre del 1949, Rita aveva 23 anni e si trovava a Roma, in occasione della celebrazione del congresso mondiale per la pace, da dove raccontò i travagli dei contadini calabresi. In particolare, si soffermò sulla vicenda di Giuditta Levato, una contadina stroncata da un colpo di fucile, il 28 novembre del ’46; mentre il giorno prima del congresso, la polizia aveva sparato sui contadini che avevano reclamato la terra del latifondo. È un periodo complesso per la storia italiana: dal ’47 i comunisti non sono più al Governo; in Parlamento si vota l’adesione al Trattato del Nord Atlantico; lo scontro politico è molto aspro, l’opposizione dei partiti della sinistra coinvolge con proteste, scioperi e manifestazioni l’intero Paese.

In questo clima di tumulti, il pittore più celebre del mondo e una delle donne più affascinanti del Mezzogiorno italiano, si ritrovarono seduti al tavolo di un ristorante. Picasso, incantato dal bel volto di Rita, prese carta e matita e ne realizzò un ritratto spumeggiante. Fu così che il volto splendente di una giovane donna, combattente di Calabria, fu impresso sulla carta, in pochi rapidi gesti, dalla mano dell’autore di “Guernica”. Il disegno, poi, lo prese Carlo Muscetta, critico letterario (si trova tuttora nella sua collezione privata) e fu poi pubblicato in copertina di una edizione Einaudi, che egli curò, degli scritti di Vincenzo Padula: “Gente di Calabria”. Rita, in seguito, ritornò nella sua Calabria dove fu eletta sindaco di Pedace nel 1964. Incarico che mantenne, per vent’anni, fino al 1984, anno della sua prematura morte. In questi anni da sindaco ha dato esempio di un’amministrazione esemplare del bene pubblico e amante della cultura è riuscita, attraverso l’organizzazione degli “Incontri Silani”, a dare un’impronta di qualità a iniziative letterarie, cinematografiche e artistiche. Rita Pisano è stata una donna forte, sicura e ironica. Il paese ha sempre trovato un’analogia tra il rapporto tra il sindaco Rita Pisano e il parroco del paese, Don Ernesto Leonetti, con la storia di Don Camillo e Peppone. Vivevano in uno stato di continuo disaccordo per quanto riguardava gli ideali politici. L’episodio più noto riguarda la campagna elettorale del 1970. Il parroco, sostenitore della Democrazia Cristiana, nelle sue omelie assicurava la sconfitta del sindaco comunista, affermando che se avessero vinto i comunisti avrebbe fatto le valigie e abbandonato il paese per sempre. Alla chiusura delle urne, con l’ennesima vittoria di Rita, il parroco trovò una valigia davanti alla porta della chiesa.