Quando nascesti tu, stella lucente, di Nadia Tarantini, l’Iguana editrice, recensione di Daniela Domenici

quando nascesti tu, stella lucente/vennero i rubini da levante/chi portò l’oro e chi portò l’argente/chi pietre preziose e chi diamante/e io carina nun te portai niente/te vengo a saluta’ co sto mio cante”: queste deliziosa filastrocca popolare ha dato l’idea del titolo definitivo all’autrice che inizialmente aveva pensato d’intitolare questo suo corposo romanzo, ben 373 pagine, di fantascienza distopica e apocalittica “la diciottesima vita” perché Marcela, la splendida protagonista, dopo aver vissuto già diciassette vite passando da un’ibernazione all’altra, dovrà decidere se fare la Scelta, insieme ai/lle suoi/e coetanei/e, i/le Trentenni della Prima Generazione, cioè se sia meglio ottenere l’eternità in cambio della rinuncia alle emozioni e alla memoria; che Scelta faranno e come lo scopriremo solo nelle ultime pagine…

Il romanzo di Tarantini, che ha avuto una lunghissima gestazione, ben trentasette anni, come lei stessa racconta nella nota finale e nei ringraziamenti, si svolge sotto la Calotta sotto la quale vivono migliaia di sopravvissuti/e al Grande Disastro, avvenuto duecento anni prima, nel 2127, che ha sconvolto il mondo. Ma oltre alla Calotta scopriremo che ci sono altri due mondi, quello dei Sepolti e quello dei Devianti; si svelerà lentamente, pagina dopo pagina, uno scenario, apocalittico appunto, intriso di delirio di onnipotenza da parte di alcuni/e scienziati/e, Magdalen in primis ma anche Faustinus, il suo compagno, Sirius, Jorge e Pablo, che pretendono di controllare ogni singolo momento della vita dei/lle Galattiani/e, gli/le abitanti della Calotta (e qui ci sono echi del Big Eye dal “1984” di Orwell) non rendendosi conto che il loro delirio di potere porterà all’auto-distruttività di quel Mondo perché, come ha lasciato scritto il Patriarca Karol “il Potere sparge Sangue, il Cuore lo custodisce e lo conserva. Il viaggio nelle emozioni è la chiave per non essere vittime di un nuovo Grande Disastro, del folle volo di una mente arrogante che crede di essere Dio. Ascoltiamo i richiami della natura e non il Potere confuso che sta crollando”.

C’è chi conserva la memoria del passato, come il patriarca Karol appunto, che affida a Marcela il compito di preservarla e di diffonderla, e la sua compagna Amina, un’anziana scienziata che diventerà la Reggente dei Tre Mondi grazie alla sua saggezza. Poi c’è Igor, il compagno di Marcela, Mateus, il ragazzo alla ricerca delle sue vere origini, Amy, l’amica di Marcela che insieme ad Azzurra, nelle ultime pagine, sarà il personaggio-chiave nel momento della Scelta, mai scevra da paure e da dolorose scoperte che portano sempre nuovi/e dubbi e domande.

La pagina conclusiva è, naturalmente, dedicata a Marcela e ci regala un’altra eco, quella di “Dorian Gray” di Wilde ma in senso opposto, quando dice “…a ogni ruga che scava la pelle, il dito che le accarezza ripercorre i ricordi di un tempo rimossi. Abbandonati. Negati. Ora le vite vissute le vengono incontro da ogni angolo della sua faccia”: tenace, coraggiosa ragazza, un’eroina simbolo per tutte noi.

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