Antonella Manuli e l’agricoltura naturale, intervista di Caterina Della Torre

https://www.dols.it/2019/08/13/antonella-manuli-e-lagricoltura-naturale/

Per un’agricoltura più sana e sostenibile. La fattoria biodinamica di Antonella Manuli.

Abbiamo finora parlato del contributo che le donne hanno dato all’economia agricola del paese, come buone amministratrici e spalla dei loro compagni  spesso impegnati nei campi. E poi del loro contributo per un’agricoltura naturale e più sana. Però  poche le  donne al comando o imprenditrici agricole. Eppure le differenze di genere stanno mitando anche in questo settore grazie alle nuove tecniche e  tecnologie che danno a tutti (anche se non forniti di grandi impianti muscolari) di impegnarsi in questo settore. C’è anche chi è  tornato in Italia da un’istruzione internazionale  dopo aver provato a dirigere le famose terme di Saturnia, (il settore termale l’importanza del cosiddetto wellness tourism) si è reinnamorato delle proprie terre e territori e si è dedicat0 a questi

antonella-manuli-picE’ il caso di Antonella Manuli, imprenditrice cresciuta tra l’Italia, la Svizzera e gli Stati Uniti, che dopo aver finito  gli studi universitari in California, dove incontra e condivide i valori dell’Organic Movement, torna in Italia, e lavora in ambito revisione dei conti e finanza, prima di approdare in Maremma Toscana e seguire per dieci anni il Terme di Saturnia Spa Resort.

Nel frattempo, innamoratasi del territorio e delle sue originali caratteristiche ambientali, storiche e paesaggistiche, ricerca i terreni che oggi costituiscono la fattoria biodinamica La Maliosa che produce vini naturali, olio evo e miele. Con l’agronomo e ricercatore Lorenzo Corino ha implementato il progetto vitivinicolo a partire dal 2013, consolidando e sviluppando insieme a lui delle tecniche agronomiche e fortemente innovative per una sempre maggiore sostenibilità delle produzioni vitivinicole e olivicole, ora codificate con il nome di “Metodo Corino”.

Collabora ora  con Lorenzo Corino in numerosi progetti di divulgazione culturale e formazione, tra i quali come editor del libro “Vigne, Vino, Vita” e come co-autore del saggio “La biodinamica vegetale, il futuro del vino naturale”, pubblicato da Fondazione Istud – Mondadori Università.

Come è cominciata la tua avventura?
Conoscevo molto bene il territorio perchè vi ho lavorato un lungo perioo  negli anni 2000 e 2001 e conscia delle caratteristiche naturali del terreno incontaminato e selvaggio, ho deciso pian piano di acquisire sempre un maggiore numero di lotti, fino ad arrivare al 2013 qundo ho lanciato in progetto.

Come mai è incontaminato?
Per condizioni climatiche ottimali e per l’assenza di traffico turistico. E’ una zona molto siccitosa che non ha mai avuto paludi come sulla costa chè stata bonificata. Usiamo infatti tecniche che ci permettono di utilizzare l’acqua presente e le risorse già attive nel terreno naturale senza usare prodotti chimici aggiuntivi.

Come hai ealizzato questa fattoria La Maliosa?
Ho cercato terreni che fossero adatti a perseguire il mio progetto. Il primo lotto l’ho acquistato dopo 4-5 anni. Su questi terreni era piantata una vigna vecchia originaria, la vigna madre, che altrove  è stata sradicata per lasciare il posto a vitigni francesi che davano una maggione produttività Noi invece le abbiamo mantenute e curate anche se producono grappoli più piccoli. Facciamo peròuna piccola produzione, nelle annate buone produciamo massimo  40.000 bottiglie che vendiamo principalmente all’estero dove sono più sensibili ai nostri prodotti.

E producete anche olio?
Sì, nel lotto primitivo agricolo  che avevo acquistato c’erano anche degli ulivi della specie anch’essa antica, chiamata Leccio del Corno.
E l’olio che ne tiriamo fuori è molto buono.

Ma come mai tu donna hai deciso di cimentarti in questo settore?
Perchè una donna non può lavorare in agricoltura? Anzi ce ne sono molte, anche se i miei lavoranti agricoli sono tutti uomini E se all’inizii conservano una certa diffidenza ora apprezzano il mio sistema naturale di lavorare ed arrivano anche molti lavoratori per passa parola.

Hai figli e tuo marito collabora?
Ne ho 2 un maschio di 20 anni ed una femmina di 14…per ora troppo piccoli per decidere che professione fare nel futuro. Mio marito invece si occupa di branding.

Ci sono molte donne toscane che lavorano in agricoltura, vero?
Sì, probabilmente perchè le donne sono delle buone custodi e gli uomini invece pensano più spesso all’immagine o al reddito immediato. La donna avendo poco da perdere si cimenta spesso  in imprese che richiedono tempo per avere risultati e spesso lo fanno anche con molta cretività.