14 Luglio 1963, nasce Calimero, riflessione di Isotta Monteverde

Premetto che i miei genitori erano molto rigidi su certe cose, secondo loro non era ammissibile che io e mia sorella potessimo vedere della pubblicità in televisione. Quindi penso di essere stata una delle poche bambine della mia generazione che non guardava Carosello o, meglio, lo guardavo di nascosto quando andavo, raramente in realtà, a dormire dalla nonna paterna o quando io e mia sorella rimanevano con la tata.
Quindi per me era una cosa meravigliosa poter vedere Carosello anche perché aveva il sapore del proibito e per una bambina sicuramente ribelle come ero io era sicuramente eccitante.
Calimero lo ricordo benissimo..
“Non è giusto però…”
Era la mia frase preferita da bambina, io mi sono sempre sentita una Calimero. Piccola e nera, allora negli anni Settanta i bambini in difficoltà venivano derisi, puniti, considerati dei lazzaroni, quindi, si, avrei voluto anche io potermi fare un bucato, diventare bianca come gli altri bambini, non più difettosa, non più piccola e nera ..
Perciò ti ringrazio, piccolo amico Calimero, perché mi consolavi, mi divertivi e mi davi la speranza che che un giorno come te avrei potuto fare il bucato e diventare anche io pulita, accettata. Una brava Pulcina,..
grazie perché già allora hai posto il problema con una pubblicità della diversità, sul non essere tutti uguali per forza, perché se fossi stato come tutti gli altri pulcini chi oggi si ricorderebbe più di te e di quanto ci hai fatto divertire, quando ridendo dicevamo ai nostri genitori “non è giusto però…”