accadde…oggi: nel 1888 nasce Juanita Caracciolo, di Giuliana Scappini

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Nacque a Ravenna il 25 ott. 1888 da Gennaro, amministratore della compagnia d’operette Maresca, e da Maria Girczy. Studiò canto a Milano con Clelia Sangiorgi, e debuttò giovanissima al politeama di Genova il 31 dic. 1907 nei Pagliacci di R. Leoncavallo (nel 1908 secondo lo Schmidl). A proposito di questo debutto lo Schmidl la definisce “una rivelazione per la dolcezza e la bellezza della voce, la perfetta scuola di canto, il leggiadro possesso di scena, ben raro in un’esordiente”.

Nel 1911 la C. compì una tournée in Egitto che contribuì a renderla famosa anche all’estero; nello stesso anno sposò il direttore d’orchestra Giacomo Armani, sostituto di A. Toscanini, R. Ferrari e L. Mugnone. Dotata di una voce di notevole fascino, si affermò in breve tempo e cantò nei principali teatri italiani e stranieri (Montecarlo, Buenos Aires, Rio de Janeiro). Il suo repertorio completamente postverdiano ha una tinta di leggero eclettismo: essa interpretava, accanto a opere come Mefistofele di A. Boito, Isabeau e Le Maschere di P. Mascagni, Bohème,Madama Butterfly e Manon di G. Puccini, Andrea Chénier di U. Giordano e Wally di A. Catalani, anche Der Rosenkavalier di R. Strauss (eseguita, secondo lo Schmidl, al Colón di Buenos Aires sotto la direzione dello stesso autore), Lohengrin e I Maestri cantori di Norimberga di R. Wagner e Louise di G. Charpentier.

Nel 1916 affiancò all’attività di cantante quella di impresaria, assumendo la direzione artistica della compagnia di opere comiche che rappresentò, tra l’altro, al Quirino di Roma, Le Maschere di Mascagni (opera entrata stabilmente nel suo repertorio). Tale esperimento diede luogo a critiche feroci (cfr. La Musica, 25 febbr. 1916; F. Cenciani, ibid., 10 apr. 1916).

Un particolare successo fu colto dalla C. come prima interprete della Lodoletta di P. Mascagni, rappresentata al teatro Lirico di Milano il 14 maggio 1918, con la direzione dello stesso Mascagni, e replicata sempre con la C. al teatro Chiarella di Torino il 28 sett. 1918, con la direzione di F. del Cupolo. In tale occasione i critici non risparmiarono le lodi: Il Corriere della sera affermò (15 maggio 1918) che “La C. dispone ella pure di ottimi mezzi vocalici specialmente nel registro acuto e ha interpretato assai bene la parte drammatica del personaggio; nella scena finale dell’opera ella ha trovato accenti d’un sentimento tragico profondo pieno di una commozione potentemente comunicativa”.

La cantante partecipò, inoltre, insieme con Elvira Casazza, alla prima esecuzione di La via della finestra di R. Zandonai (Pesaro, teatro Rossini, 27 luglio 1919). Anche questa volta la stampa diede grande risalto a questa prima (la nuova opera di Zandonai era attesa da più di due anni) e non mancò di dare rilievo alla interpretazione della C.; Lo Spettacolo nesottolineò il temperamento drammatico e i mezzi vocali e in termini altrettanto entusiastici si espresse G. Bastianelli sul Resto del Carlino. La C. cantò poi nella prima milanese della Manon di G. Puccini alla Scala il 26 dic. 1922, diretta da Toscanini, e nel Mefistofele di A. Boito, il 19 e il 22 marzo 1923 con lo stesso direttore.

Intelligente e duttile, dotata probabilmente di una voce potente ma morbida e intensa, la C. possedeva un notevole intuito drammatico e una grande finezza di interpretazione. La critica non mancò però di formulare alcune riserve, quali la mancanza di intensità nelle note più acute e una certa leziosità.

Morì a Milano il 5 luglio 1924. Aveva inciso brani di molte opere del suo repertorio.