tornavano le rondini, di Adele Libero

Tana del vento s’è aperta stanotte
e le folate hanno violato strade,
scombussolato foglie e pure i ricci
delle castagne rosse e raggrinzite.

E dopo hanno conteso ogni ragazzo,
strappandogli la sciarpa dalle spalle,
arrotolando in cerchio mille ombrelli
lasciando che volassero i cappelli.

E il parco accanto rimaneva muto
coi tanti pini ed erba rinsecchita,
tra i rami nudi ancora i vecchi nidi
tremanti al cielo nella lunga attesa.

E il vento, inaspettato, li ha tranciati,
portando in superficie le radici,
ma così forte non li aveva mai toccati:
colpa d’un clima duro e incattivito.

E aprile rivedrà la primavera
la rondine sperduta senza il nido,
quello che è morto dentro un temporale,
che ha vinto sulle sabbie del non fare.