la libertà non è mai uno scherzo, di Loredana De Vita

Freedom Is Never a Joke

Molti affermano di essere liberi, tuttavia, la libertà non è mai uno scherzo. Non puoi essere veramente libero se non capisci cosa significa la parola libertà. È un dato di fatto, molti sono quelli che la confondono, deliberatamente o no, con la possibilità di fare quello che vuoi quando vuoi. Questa è la peggiore interpretazione del significato di cosa sia veramente la libertà.

La libertà non rappresenta l’egoismo umano di occuparsi solo del proprio interesse, è il contrario. La libertà esiste solo quando si tiene conto della vita e dei diritti dell’intera comunità.

Tuttavia, ciò potrebbe produrre un’interpretazione nuova e scoraggiante. Solo pochi capiranno che la comunità non si riferisce a un piccolo gruppo perché nella società globalizzata non ha senso pretendere di separare un gruppo dall’altro: siamo tutti parte dello stesso gruppo, l’umanità; sta a ciascuno di noi dare voce a questa verità e farle superare le egoistiche sovranità economiche e politiche.

Oggi, in Italia, è un giorno molto importante perché si celebra la caduta definitiva della dittatura nazi-fascista nel 25 aprile 1945 che era già iniziata a Napoli nel settembre dello stesso anno con le Quattro Giornate di Napoli. Molti partigiani morirono per combattere per liberare l’Italia dalla tragica dittatura, all’epoca molti avevano impresso nella loro memoria il significato della libertà e molti morirono per poter respirare quel nuovo sussurro di libertà.

Eppure, oggi in Italia e ovunque, stiamo correndo il rischio di dimenticare quei valori stabiliti con la sofferenza e la morte, stiamo arrossendo di nuovo sangue quei papaveri rossi che rimangono il simbolo di molti che sono morti perché avevano un’idea di libertà nella loro mente e non si sono preoccupati di morire affinché la libertà per cui stavano morendo potesse diventare il tesoro del nostro nuovo tempo e della nostra terra.

Stiamo tradendo quei morti? Stiamo dimenticando l’importanza di essere liberi da qualsiasi tipo di dittatura? Mio nonno fu mandato al confine e perseguitato con la sua famiglia perché non accettò di iscriversi al partito fascista, uno dei suoi figli morì mentre stava fuggendo dal rastrellamento fascista per raggiungere i partigiani, un altro, bambino, è stato punito perché non riusciva a stare fermo mentre era obbligato a indossare l’uniforme nera dei balilla durante la visita di Mussolini a Napoli, era allergico al colore con cui erano state dipinte le uniformi, ma ai fascisti non importava e lo punirono severamente con botte e olio di ricino. Immaginate, un bambino malnutrito a cui fu causata la dissenteria.

Mi rifiuto di accettare che tutto ciò possa essere dimenticato, mi rifiuto di comprendere le ragioni di coloro che proclamano la loro indifferenza nei confronti della storia. È tempo per noi di cambiare e renderci conto che la libertà, la vera libertà, non è mai uno scherzo.