saremo capaci di essere liberi/e? di Loredana De Vita

Will We Be Able to Be Free?

Siamo passati dal silenzio assordante ai cori dai balconi, poi, improvvisamente, anche quel voci che si chiamavano e rincorrevano cercando un sorriso o forse, chissà, la certezza di essere vivi, si sono spente. Ci siamo abituati al silenzio, alla solitudine, ai rapporti telematici, a dividersi gli spazi in casa affinché ciascuno potesse avere un briciolo della sua privacy anche in famiglia. Poi, alcuni hanno ricominciato a uscire mentre per altri l’attesa è stata ancora lunga.

Quel briciolo di libertà narrata da chi, in casa, aveva la possibilità di uscire, può essere diventato come la visione di un film di fantascienza, oppure l’anelito a ciò di cui si sentiva privati e più forte è cresciuto il sentimento misto di desiderio e ansia per quello che c’era fuori e che, alcuni, temevano gli potesse essere per sempre precluso. Eppure, proprio quel momento di iniziale apertura sembra aver cominciato a riportare indietro la lancetta dei minuti mentre quella delle ore è restata ancorata al suo tempo bloccato. Indietro, sì, trascinando nel solito inganno il bisogno di comunità e il desiderio di esserne parte.

Via via che diminuivano le notizie sulla pandemia, o via via che le si pronunciava in tono minore, la distrazione verso l’altro ha cominciato a crescere. Sono aumentate le notizie del fallimento dell’umana consapevolezza e l’inarrestabile corsa verso la “vanificazione” dei sentimenti e del rispetto per l’altro. La divisione degli spazi in rispetto del privato di ciascuno rischia di trasformarsi nella messa al bando del rispetto della persona per lasciare ancora prevalere i privilegi dell’individuo, cieco egoista. Di conseguenza, il distanziamento sociale rischia di diventare effettiva distanza umana.

Cosa accadrà oggi con questa apertura pressoché totale? Ci sentiremo più liberi, meno male, ma sapremo esserlo insieme? Saremo capaci di conservare l’idea che la libertà non ci appartiene, ma è parte condivisibile di tutti noi? Dietro le ulteriori maschere e mascherine sapremo scoprire chi siamo davvero? C’è un silenzio che nessuno può sentire, ma che stordisce l’intelletto: è il silenzio dell’ignavia e della protervia del proprio egoismo. Saremo capaci di essere liberi?