La strana storia della murata di via degli Armeni, di Barbara Beneforti, recensione dii Daniela Domenici

Assolutamente affascinante quest’opera più recente di Barbara Beneforti che torno a “trovare” dopo aver letto e amato “La disertora”. Non è un saggio né un romanzo e non è neppure una favola ma è un po’ di tutto questo insieme perché narra, in forma molto seria, dettagliata e, soprattutto, appassionata con qualche goccia di fantastico l’immigrazione in Italia dal 1990 fino ad oggi. L’autrice si è occupata a lungo, per lavoro, dei vari aspetti che riguardano le migrazioni proprio in via degli Armeni a Pistoia e in questo suo libro ripercorre questa sua esperienza partendo dalla convinzione che “se Dio avesse voluto farci morire nel posto dove siamo venuti al mondo, invece delle gambe ci avrebbe fatto le radici, come alle querce e ai cavoli. Invece col fatto che hanno le gambe gli esseri umani hanno sempre camminato. Sicché è inutile dimenarsi tanto: finchè gli esseri umani avranno le gambe continueranno a emigrare come hanno sempre fatto in lungo e in largo per tutta la storia dell’umanità” (dalla quarta di copertina).

I primi complimenti, da migrante quale sono senza radici (e Beneforti lo sa perché mi commuove con la dedica “A Daniela che insegna parole nel mondo”) vanno alla passione in cui l’autrice intinge la sua penna per narrarci le storie delle innumerevoli persone passate, negli anni, da via degli Armeni che le danno lo spunto per farci conoscere le diverse e affascinanti tradizioni di ogni etnia con cui le capita di interagire, un arricchimento per tutte/i noi.

Magico l’escamotage di iniziare ogni nuovo capitolo con una breve leggenda o favola di questi popoli, dai nativi americani all’Albania, dal Perù al Rio delle Amazzoni all’Arabia e alle Mille e una Notte e alle Filippine e ci sono anche alcuni versi tratti dal terzo capitolo dell’Eneide. L’ultima storia è immaginaria ed è “la leggenda del popolo del mondo di dopo” che Beneforti crea come conclusione dopo che “Via degli Armeni chiudeva, era venuto il momento di voltare pagina. Sapevo che avrei impacchettato in quelle scatole, insieme alle nostre carte polverose, anche la parte migliore della mia gioventù”…ma la misteriosa murata del titolo chi è? lo scoprirete solo leggendo questo splendido libro dallo stile denso e variegato, una perla rara nel mondo delle autrici e degli autori (e qui parla Daniela correttrice di bozze e bibliorecensora).