Il tempo dell’ipocrisia, di Petros Markaris, traduzione di Andrea Di Gregorio, recensione di Daniela Domenici

Ho visto questo libro in edicola, l’ho comprato senza saper nulla dell’autore ed è stata un’ottima scelta perché l’ho letto in pochissimo tempo e sento il desiderio di dirvi qualche parola su di esso.

In primis i miei complimenti più calorosi vanno al traduttore Andrea Di Gregorio perché, da “collega”, so quanto sia difficile rendere in un’altra lingua la bellezza di un testo; ci è riuscito in modo esemplare (e qui entra in scena la correttrice di bozze ed editor), senza alcuna inesattezza sintattica, un elemento assai raro nel panorama contemporaneo, ma regalando una perfetta fluidità alla narrazione pur nella difficoltà dei tanti cognomi greci.

Il secondo elemento che mi ha fatto amare questa storia è la caratterizzazione del commissario Kostas Charitos, un uomo che sa dare il giusto merito a ognuno dei propri collaboratori, che sprona a lavorare in squadra eliminando qualunque attrito e che si merita gli elogi dei propri superiori per la correttezza e le intuizioni con cui conduce le indagini sugli omicidi; Kostas è, allo stesso tempo, un marito, un padre e un nonno affettuoso e presente e questo lo rende ancora più simpatico e umano: complimenti!