accadde…oggi: nel 1718 nasce Elizabeth Montagu la fondatrice del Blue Stocking Circe

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A Londra, attorno alla metà del Settecento, una cerchia di donne intelligenti, colte, con una spiccata curiosità intellettuale e un interesse per la letteratura decisero di trasformare le solite riunioni informali dedicate a passatempi futili come il gioco delle carte o vacui intrattenimenti verbali su inezie in veri e propri momenti di dibattito o conversazioni, più o meno informali, su diversi temi di carattere letterario, culturale e raramente politico. Davanti a sé, queste donne avevano il modello dei salons parigini dove donne e uomini portavano il proprio contributo ai più accesi dibattiti contemporanei di natura sociale, politica o culturale.

Il “Circolo Blue Stocking” non era frequentato esclusivamente da donne, ma anche da uomini appartenenti a diverse estrazioni sociali o rappresentanti importanti dell’establishment culturale. In effetti, secondo una tradizione, l’espressione “Blue Stocking” deriva proprio dal peculiare abbigliamento indossato da un assiduo frequentatore, un certo Benjamin Stillingfleet, il quale, pur essendo un botanico abbastanza conosciuto (a lui si deve la prima edizione inglese delle opere del botanico svedese Linnaeus), un traduttore e un poeta, non poteva permettersi di comperare vestiti eleganti e quindi partecipava ai dibattiti del circolo indossando i suoi abiti giornalieri e, al posto delle rituali calze di seta nera, le sue calze di pettinato di lana blu. Secondo alcune fonti fu l’Ammiraglio Boscawen a decidere di chiamare le signore del circolo con il nome riferito alle calze blu di Stillingfleet.

Esiste, tuttavia, un’altra tradizione, secondo la quale il nome deriverebbe da una società veneziana del Quattrocento, la cosiddetta Della Calza, dal nome delle calze blu indossate dai partecipanti. Sembra che questa società ebbe poi una certa diffusione a Parigi, ai cui salotti s’ispirarono le signore del circolo londinese. Mentre nel Settecento il termine aveva un significato mai del tutto negativo, ma, anzi, veniva spesso utilizzato in senso affettivo o con tono bonariamente scherzoso, a poco a poco esso venne ad assumere una connotazione peggiorativa in quanto associato ad una persona pedante e di falsa cultura.

Il “Circolo Blue Stocking” contava numerose frequentatrici e promotrici; le donne-guida, con funzione quasi di Mecenati, più importanti erano Elizabeth Vesey, Elizabeth Montagu, Elizabeth Carter, Hester Chapone, Frances Boscawen, Mary Delany a, più tardi, Hannah More. La prima donna a radunare intorno a sé un gruppo di persone per dare avvio a conversazioni di tipo intellettuale fu Mrs Vesey.

La prima riunione fu tenuta a Londra all’inizio del 1750. Lo scopo principale di ogni incontro era argomentare e dialogare su vari aspetti della cultura e della letteratura contemporanee, o di discutere su iniziative di carattere filantropico o didattico, evitando, però, di soffermarsi sulla politica o di limitarsi a pettegolezzi sui costumi della società o individui particolari. Un altro divieto imprescindibile si riferiva all’uso di un linguaggio scurrile. Le serate divennero talmente popolari che cominciarono ad essere tenute anche al di fuori dei salotti delle Blue Stocking, come, per esempio, presso la casa di Sir Joshua Reynolds, di Mrs Piozzi, della contessa di Cork e di Orrery e di molti altri esponenti dell’intellighenzia del tempo. Presenze maschili regolari a tali incontri erano David Garrick, Horace Walpole, Dr Johnson, James Boswell, il pittore Joshua Reynolds, Samuel Richardson, George Lyttelton e James Beattie.

Il fascino del circolo Blue Stocking è descritto da Hannah More nella poesia intitolata Bas Bleu (1786), da cui deriva l’altro nome comunemente riferito alle partecipanti.