siate attente/i e rispettose/i, di Loredana De Vita

Be Attentive and Respectful

Non mi sono mai opposta alla libertà di opinione né ho mai intralciato e ostacolato pensieri che non corrispondessero al mio, purché questi non ledessero la vita dell’altro, poichè, in nome della propria libertà, non si deve mai diventare un pericolo per la vita degli altri. In questi casi interviene una cosa che si chiama “coscienza” e che spesso molti trascurano.
La coscienza responsabilizza verso l’altro. La coscienza non vieta di avere le proprie opinioni, ma impedisce che esse intralcino la libertà dell’altro di prendersi cura della propria vita in maniera diversa da quella che supponiamo o presupponiamo noi. La coscienza non è una limitazione della propria libertà, ma il rispetto di quella dell’altro e non implica una deviazione dalle proprie idee, ma la percezione concreta di quelle dell’altro e il loro rispetto.
Non sto qui a disquisire sulle modalità e sulla realtà del dissenso negazionista contro le precauzioni del Covid19, ma sul fatto che neanche i negazionisti possono permettersi di sottovalutare l’attenzione e il rispetto per chi la pensa diversamente. Essere negazionisti o meno implica una forte dose di intelligenza che renda in grado di onorare e rispettare il pensiero altro. Se si è negazionisti, non per questo ci si deve sentire autorizzati a mettere a rischio la vita di chi, invece, crede che certe norme e precauzioni possano aiutare ad affrontare e superare in maggiore sicurezza l’epidemia e la sua seconda possibile ondata.
Ecco, l’intelligenza basterebbe per sedare il desiderio di continua avversione reciproca che sembra più frutto di una propaganda che istighi all’odio che a una che cerchi di mettere pace consentendo una maggiore comprensione del fenomeno. Basterebbe avere cura e rispetto dell’altro. Se si è negazionisti, nessuno vuole convincere del contrario, ma abbiate rispetto e cura di chi, invece, la pensa diversamente per esperienza diretta o indiretta, per competenza o per qualsiasi altra ragione.
Io sono tra i fragili, tra quelli che la medicina considera persone a rischio, non tanto per l’età, ma per la mia patologia cardiaca. Devo dire che, oggi, mi sentivo più sicura nel periodo del lockdown e che mai avrei pensato di poter affermare una cosa del genere. Ricordo l’ansia che mi mettevano le strade vuote, le file interminabili fuori ai supermercati, il silenzio privato della voce dei ragazzi che andavano a scuola o di quello, serale e festaiolo, dei giovani nelle piazze che si divertivano esagerando anche più di un po’. Eppure, ora mi sento davvero a rischio, perché il movimento che non vorrei smettesse non è praticato con il rispetto e la consapevolezza di sé né dell’altro. Non auguro né desidero un nuovo stressante lockdown, ma pretendo che ciascuno assuma le sue responsabilità verso l’altro, giovani e adulti, competenti e non competenti, politici e non politici, negazionisti e non negazionisti.
Vedete, dire che oggi il problema della diffusione del virus sono le case, non consola né risolve. Sappiamo bene che il virus viene “traslocato” in casa da coloro che, poco attenti, hanno dimenticato i giorni più bui, da coloro che per recarsi a scuola o al lavoro sono costretti a usare mezzi super affollati dove nessun distanziamento sociale è possibile, da coloro che negando per principio o per semplice menefreghismo si elevano a giustizieri del caso incuranti di chi, a casa, è più fragile ed è alla mercé dell’ignoranza subdola e indifferente.
La mia fragilità, allora, come di tantissimi altri, si trasforma in debolezza. Una debolezza non vista e trascurata da chi crede di essere onnipotente, ma nel suo delirio dimentica la cosa più importante: quelle persone fragili sono persone che ci appartengono, che dividono il nostro destino, che sono parte della nostra stessa vita. La mia fragilità, allora, diventa un atto di accusa contro chi è incapace di essere responsabile e, pur conservando le proprie differenti opnioni, è inabile a prendere le posizioni e decisioni giuste affinché anche noi più fragili si possa essere salvaguardati.
Non importano le opinioni quando la vita è in gioco, ciò che conta è solo la vita. Non dimenticatelo.