L’appello, di Alessandro D’Avenia, recensione di Daniela Domenici

Sono appena riemersa da questo piccolo grande capolavoro di Alessandro D’Avenia e sono ancora piena delle ininterrotte emozioni e della profonda commozione che mi ha donato con la sua storia.

un proverbio dice che chi sta con i giovani diventa giovane. Per me è così. In questi anni sono loro che mi hanno costretto, a volte in modo doloroso, a guardare dove io non sapevo o non volevo guardare perché avevo le mie idee, le mie convinzioni, le mie ipocrisie. Mi hanno cambiato gli occhi cambiandomi il cuore perché per cambiare gli occhi devi prima cambiare il cuore. Lo hanno costretto a dilatarsi per entrarci tutti, anche quelli più difficili e spigolosi, facendomi scoprire che proprio questo mi fa crescere, mi ripara dalla noia e mi guarisce dalle assurdità del sistema scolastico così com’è oggi. Non sempre sono riuscito ad amarli come avrei voluto e a volte ho miseramente fallito ma anche questo mi ha costretto ad aprire gli occhi sui miei limiti”; queste parole, tratte dalle ultime pagine di questo splendido libro, sono una riflessione del prof. D’Avenia sui suoi anni da docente ma sarebbe bello se fosse il riassunto della carriera di ognuno/a di noi, se tutti/e facessimo come il protagonista, il prof. Omero Romeo, che è diventato cieco per una patologia e che accetta l’incarico di docente di scienze in una quinta con soli dieci ragazzi e ragazze che hanno storie di vita travagliate, dolorose, a cui nessun/a docente prima di lui ha mai posto attenzione e ascolto. E lui immagina, da non vedente, un nuovo modo di vedere l’anima di questi/e ragazzi/e a lui affidati e inventa “l’appello”, un’idea che non vi svelerò ma che avrà un effetto dirompente.

Straordinaria e struggente la caratterizzazione dei/lle dieci alunni/e ma anche di Patrizia, la dea ex machina della scuola innamorata della letteratura russa, di Maddalena, l’amatissima moglie di Omero, e di Pietro e Penelope, i loro figli, della collega Annamaria e del collega Virgilio.

Questo libro andrebbe adottato in tutte le scuole superiori di ogni ordine e grado perché lo leggano e lo facciano proprio molte/i delle/i mie/i colleghe/i per far sì che l’idea rivoluzionaria dell’appello di D’Avenia e del suo prof. Omero dilaghi in ogni classe e trasformi il rapporto tra docente e discente in “una relazione dinamica in cui entrambi insegnano e imparano, disponibili a mettersi in gioco e a guardare il mondo con occhi nuovi”: grazie, Alessandro, per averci regalato questo libro.