Il volo del tacchino, di Marina Viola, Ponte alle Grazie 2026, recensione di Daniela Domenici

Superlativamente splendido, commovente, ironico, divertente, profondamente vero e tanto altro ancora è “Il volo del tacchino” di Marina Viola che ho letto in un soffio e che mi ha regalato innumerevoli emozioni.

Il sottotitolo è “mio figlio autistico va a vivere da solo” e quindi capiamo subito quale sarà l’argomento centrale, portante di quest’opera; ecco come l’autrice descrive questo momento “Luca ha imparato cose importanti, ha capito di poter fare da solo quando vuole davvero qualcosa…forse ha anche capito che, se motivato, può effettivamente diventare autonomo. Adesso anche per lui è arrivato il momento di prendere il volo, per quanto sgraziato come quello di un tacchino, ma comunque un volo. Adesso è pronto, autodeterminato. Bellissimo”: struggente.

È la storia drammaticamente vera, spiazzante nella sua sincerità senza filtri ma colorata dalla straordinaria ironia dell’autrice, di come Marina, suo marito Dan, il loro figlio Luca, con sindrome di Down e autismo a bassa definizione, e le altre due figlie, Sofia ed Emma, abbiano vissuto insieme fino al giorno in cui Luca è, appunto, andato a vivere da solo in una struttura ad hoc e di come la famiglia si sia dovuta adeguare a questa nuova situazione: standing ovation!

Estrapolo un’altra riflessione di Marina, che mi ha commosso, dalle pagine finali “in un mondo sempre più tecnologico in cui i genitori possono disegnare il figlio che vorrebbero è possibile che ci saranno sempre meno persone neurodivergenti: già la sindrome di Down si sta estinguendo per via degli esami prenatali. A me spaventa molto un mondo così omologato che ancora considera la neurodivergenza come un cancro da estirpare. Sarebbe veramente una perdita terribile per l’umanità. Eppure, almeno per ora, l’autismo resiste: passa di generazione in generazione intrecciandosi nelle fibre della nostra società con le sue stranezze e le sue genialità”: grazie Marina!

Spero di avere l’occasione di conoscerti de visu per ringraziarti di aver dato vita a questo tuo magico libro che andrebbe fatto leggere nelle scuole di ogni ordine e grado: me ne farò portavoce nella mia.