Una notte a Kalinteri e altre prose, di Kostantinos Kavafis, a cura di Claudia Ciardi, Viadelvento edizioni, recensione di Daniela Domenici

Un altro delizioso libriccino gioiello della casa editrice pistoiese Viadelvento che mi ha dato l’occasione di conoscere un po’ più da vicino il poeta Kostantinos Kavafis, nato ad Alessandria d’Egitto nel 1863, ivi morto nel 1933 dopo aver vissuto in Inghilterra e a Costantinopoli che è stato, per la prima volta, conosciuto in Italia nel 1946 grazie alla traduzione di Eugenio Montale della sua poesia “Aspettando i barbari”.

Grazie alla cura preziosa e attenta, sia nella traduzione che nella scelta dei testi, di Claudia Ciardi ci vengono proposti sette racconti brevi e uno più corposo dal titolo “Alla luce del giorno” che, come scrive la curatrice, “evidenziano una singolare molteplicità tonale e di genere. Dal racconto alle poesie prosaiche, dalle annotazioni sulla vita e l’arte alle recensioni e gli articoli, quasi del tutto inediti, incentrati su curiosità dai risvolti grotteschi e satirici e sulla storia, soprattutto tardoantica””.

Il racconto “Alla luce del giorno” ci mostra come Kavafis fosse attratto, forse per il suo background magico, un mix tra Egitto e Grecia, dal demoniaco e dal fantastico perché il protagonista s’imbatte in un fantasma che gli propone un affare che lui rifiuta ma di cui, ancora dopo anni, parla agli amici. Delizioso anche il racconto “Il reggimento del piacere” con cui Kavafis ci dice che “arruolarsi nel piacere è una gioia duratura. Ti esaurisce ma ti esaurisce inebriandoti” e ci invita a non chiuderci in casa ma a tenere le finestre aperte “quando arriva il reggimento del piacere con la sua musica e la bandiera”. E molto originale il racconto “Gli amici disumani degli animali” in cui l’autore analizza, con grande ironia, il rapporto tra l’essere disumano/a verso la gente e avere affettuosa cura, invece, di qualunque tipo di animale.