riflessioni sul rapporto con i figli e le figlie di Caterina Cicardello

dipinto di Terenzio Furnari

Riflessioni su una frase che una mia cara amica mi ha confidato, disperata dal rapporto con i suoi figli già ventenni “La vita è mia e nessuno deve interferire”

“ I figli non sono nostri”…ma chi l’ha detto? Oh ma certo, se ci rifacciamo agli anni ’70 ai “ figli dei fiori”, all’amore libero sperimentato e consumato all’interno di quelle “comunità” dove non era necessario sapere con chi si faceva un figlio, certo che loro egoisticamente potevano affermarlo. Ma (come poi si è capito) si potrebbe pensare che quella era una falsa emancipazione per nascondersi alle responsabilità che un figlio comporta? E se, come qualcuno afferma, è vero che i figli non chiedono di venire al mondo e sono il frutto di un atto egoistico allora a ragione si potrebbe credere che, “ i figli sono di chi li ha voluti !”… e allora, basterebbe questo per interferire sulla loro vita …o no?

Perché fare un figlio, significa doverne assumere la responsabilità vita natural durante… non ci si può dimettere né dal ruolo di genitori, né dal ruolo di figli. Chi è genitore è stato prima figlio…e sa che non avrebbe mai voluto rimanere come un animaletto abbandonato .

E se i figli “sono di se stessi”, perché anche la legge degli uomini obbliga i genitori di doversene occupare anche da adulti? Perché , forse che un figlio è dei genitori finchè avrà bisogno di loro?…No! un figlio è figlio sempre ed un genitore sarà genitore sempre!..Basta con questa caduta dei valori fondamentali della famiglia. Chi è genitore dovrebbe ben guardarsi dall’ assecondare e giustificare sempre…nel nome del figlio/a…di cui sarebbe più facile diventarne l’amico…per trascurarne le responsabilità, ma non si può..tu sei il genitore..hai la responsabilità di educarlo/a da figlio/a e farne un uomo o una donna.

Alle soglie del terzo millennio, ci accorgiamo che l’emancipazione ci ha resi più cinici e le nuove generazioni hanno la pretesa che tutto gli sia dovuto perché non riflettono che tutto ciò di cui oggi possono godere è il risultato dell’evoluzione della precedente generazione, quella del dopoguerra, quella che ha dovuto combattere la miseria e l’ignoranza, quella che ha saputo armare le buone volontà di quegli uomini e donne che ancora si potevano “chiamare figli”. Quella generazione aveva le ragioni per poter insorgere, quella anelava alla libertà culturale e di coscienza. Ma oggi, che a questi figli si concede tutto quel che possiamo cosa può voler dire “la vita è mia e ne faccio quel che voglio” se poi sono costretti a doverci chiedere aiuto perché non hanno le risorse; oppure sentirgli dire: ”cosa ne sapete voi, di quel che succede fuori”…Perché? forse che gli altri vivono ancora nelle caverne?

Sappiate cari che anche i genitori amerebbero alleggerire il loro onere verso i figli e vivere per un poco solo per se stessi. Quando intervengono senza che gli venga richiesto è perché spesso loro “intravedono” un pericolo, non certo per ostacolare il vostro libero arbitrio.

La prima regola fondamentale è il rispetto reciproco, visto che l’amore non può essere una regola!