Così, per sempre, di Marco La Greca, recensione di Daniela Domenici

Questo romanzo di esordio di Marco La Greca è soprattutto un romanzo sull’amicizia, quella vera, tra quattro ragazzi durante l’ultimo anno del liceo classico, quello della maturità, nella loro mitica III F (che era anche la mia sezione al liceo…) ma è anche un romanzo di formazione ambientato a Roma negli anni ’80 molto ben contestualizzato storicamente.

Davvero bravo e coinvolgente l’autore, che immagino sia uno dei quattro protagonisti (anzi, sono quasi certa di aver indovinato chi sia poi in privato gliene chiederò conferma), a descrivere in dettaglio quest’ultimo anno che ha cambiato, in modo profondo e radicale, le vite di Pennello, Grifo, Lele e Puddu, i soprannomi dei quattro “moschettieri”, ma non solo la loro.

Tantissimi/e i/le coprotagonisti/e che vengono descritti sia psicologicamente che fisicamente così bene che sembra quasi di vederli/e, di essere lì con loro, dal prof. Tirso alla mamma di Pennello, da Menega a Citra a Rota: standing ovation per questo!

E complimenti anche per la variegata e perfetta colonna sonora della storia, sia con gli incipit di ogni capitolo che sono tratti da celebri canzoni che con le citazioni di versi che si alternano alla narrazione: un incastro perfetto.

Nonostante la mole alquanto ragguardevole, 480 pagine, l’ho letto in un soffio, ho sorriso e mi sono emozionata, soprattutto nei capitoli finali dedicati al momento topico della maturità; deliziosa l’idea d’inserire il glossario minimo per spiegare, ai/lle non romani/, alcuni modi di dire tipici di quel periodo storico.