I polimeri di Olimpia, di Caterina Emili, recensione di Daniela Domenici

Dopo qualche anno è tornata a “trovarmi” la giornalista e scrittrice Caterina Emili con il suo libro “I polimeri di Olimpia” ed è stato, ancora una volta, innamoramento immediato per questa fiaba surreale, dolorosa, struggente, malinconica e commovente che ho letto in un soffio.

Come nei suoi due libri precedenti che ho recensito anche in questo Emili mette al centro della storia una persona un po’ fuori dagli schemi, là era Vittore, qui Olimpia, una ragazza, e poi donna, che ama il silenzio, che ha imparato a sopravvivere alla vita e a difendersi, a modo suo, non sempre in modo ortodosso, dal male; ha appreso il mestiere di restauratrice, non ha mai conosciuto l’amore e ha come unico amico un cane, Gino. Nell’ultima parte entra nella sua vita, goccia a goccia con delicatezza e rispetto, Michele, un vivaista, che le dà un po’ di quel calore e di rapporto umano che Olimpia non ha mai sperimentato prima.

Cosa siano, in chimica, i polimeri Emili lo spiega nel brevissimo incipit ma cosa li leghino alle vicende della storia, quali siano i polimeri nella vita di Olimpia lo capirete solo immergendovi nella magia di questo libro.