Effetto Eduardo, di Giulio Baffi, recensione di Loredana De Vita

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“Effetto Eduardo” (Guida editore, 2021) a cura di Giulio Baffi è la raccolta in due manegevoli volumi di testimonianze sulla vita, l’opera e il lavoro dell’immenso Eduardo De Filippo.
Di Eduardo De Filippo, il “Direttore” come lo chiamavano tutti quelli che lavoravano con lui, sono state dette molte cose, qualche volta troppe, puntando il dito su un aspetto o l’altro, esacerbandone la presunta “cattiveria”, dissacrandone la vita personale, esaltando la grandezza delle sue opere, ecc.
Eppure, l’uomo Eduardo che traspare da tutte le testimonianze raccolte, mi appare di una compostezza e raccoglimento tali che solo l’amore per il suo lavoro e per i suoi collaboratori possono offrire. Un uomo retto e onesto, un uomo che ha saputo rendere grande il teatro, non solo nella tipologia di teatro napoletano, ma di teatro come narrazione della vita reale, delle sofferenze, dei dubbi, delle idiosincrasie e del parossismo più assoluti.
Per rendere possibile tale grandezza ci voleva un uomo che sapesse leggere nel cuore delle storie e delle persone, che sapesse renderne il bene e il male senza giudizio, ma come fossero un rendiconto della vita reale, un annuncio della verità che, poi, ciascuna persona deve poter comprendere, scegliere, incarnare.
Per rendere possibile tale fedeltà ci voleva un uomo capace di grandi sacrifici, intransigente e severo, un uomo che conosceva la sofferenza e che non la temeva, un uomo in grado di provvedere agli errori commessi senza rendere eclatanti né gli errori né le loro modifiche. Ci voleva, insomma, un uomo che sapesse essere profondamente libero e per questo più severo.
Il lavoro è una cosa seria, anche la risata o far ridere è una cosa seria, e bisogna farlo con il rispetto della verità, del pubblico, degli attori e di ogni componente (qualsiasi il suo ruolo, piccolo o grande) di una compagnia teatrale.
Eduardo, anche nei panni di docente, non si sostuisce al pensiero dell’altro, ma cerca di fare in modo che esso emerga. Egli è l’esempio, la guida, sue le parole, lo stile, ma l’efficacia di un testo o di un qualsiasi lavoro non si ottiene mediante lo scimmiottamento del lavoro dell’altro, ma facendolo proprio e facendo emergere la verità di sé stessi.
Questa è la grandezza di Eduardo, un uomo del popolo per il popolo con la voce del popolo e le sue umane contraddizioni, ma anche con la capacità di mettersi in gioco, di comandare agli altri ciò che è in grado di comandare a sé stesso.
Eduardo, un grande uomo, un uomo grande.