L’amurusanza, di Tea Ranno, Mondadori, recensione di Daniela Domenici

Una sublime, commovente, divertente favola siciliana senza tempo eppure molto reale in cui l’amurusanza, fatta di poesia, di gesti gentili e di buon cibo, cambia goccia a goccia e trasforma i/le tanti/e straordinari/e co-protagonisti/e di questa magica “Dona Flor siciliana…calata in un’atmosfera fiabesca alla Chocolat; allo stesso tempo, con l’aiuto di un pizzico di realismo magico, ha raccontato una parabola attualissima di coraggio e di emancipazione di una donna e di una comunità”: ho divorato questo splendido romanzo in un soffio nonostante la sua mole, ne sono appena riemersa ma vorrei rientrarci subito per farmi ancora ammaliare e commuovere.

Sono vari i motivi per cui ho così amato questo libro; inizio dal luogo in cui è ambientato che conosco molto bene perché ho abitato a pochi chilometri da lì per trent’anni e so, purtroppo, a cosa si riferisca l’autrice quando parla delle ciminiere che hanno invaso il tratto di costa tra Augusta e Siracusa portando, sì, lavoro ma anche inquinamento con conseguenti morti per tumore e malformazioni.

Standing ovation per l’uso della lingua siciliana senza traduzione, è stata un puro piacere per la mia anima sicula ritrovare, nella narrazione, molti dei modi di dire della tradizione antica che spesso sono intraducibili come “chi nicchi e nacchi”, per esempio; ma già l’amurusanza, che dà il titolo al romanzo, è uno splendido neologismo creato sull’aggettivo siculo “amurusa”, essere amorosi/e verso gli/le altri/e, avere apertura, ascolto, attenzione…amurusanza, appunto, per cambiare il cuore delle persone che incrociano il nostro cammino di vita: mi sembra di poter riassumere così la struggente morale di questa favola.

E ancora complimenti di vero cuore per come l’autrice ha inserito la tematica dell’emancipazione delle donne e la solidarietà tra di loro che porta frutti di pace e di prosperità; straordinario l’effetto domino che provoca da Agata, la Tabacchera, che dà il via, a Lisa, l’erborista, e poi Lucietta e Nunzia, Violante, sua madre e tante altre che trovano il coraggio di ribellarsi allo sfruttamento di mariti, padri e padroni e alla solitudine. Fantastica la figura di don Bruno, un sacerdote alternativo che sarà una pedina importante nel cambiamento provocato dall’amurusanza: grazie di vero cuore, Tea, per le infinite emozioni che mi hai regalato!