Terramarina, di Tea Ranno, Mondadori, recensione di Daniela Domenici

Sempre con profonda amurusanza nel cuore e nell’anima sono arrivata, insieme a tutti/e gli/le splendidi/e protagonisti/e che già conosciamo e abbiamo imparato ad amare, a “Terramarina” e non vorrei più venirne via perché “a Terramarina vado abitando quando non sono sveglia e neppure dormo…è una terra? Un’isola? Un’invenzione?…credo sia il sogno di ognuno di noi, il nostro più grande desiderio” e da questo sogno, che Tea Ranno ha creato con sapiente armonia di voci e con amorosa, commovente nostalgia, è difficile svegliarsi…

Siamo a Terramarina la sera del 24 dicembre e ritroviamo Agata, che nel frattempo è diventata la Sindaca del paese, con gli amici e le amiche legati/e tra loro dall’amurusanza a cui si sono aggiunti/e molti/e nuovi/e protagonisti/e, da Lori alla piccola Luce, da Giona a Paolo e sua madre Ada, ognuno/a di loro entra a far parte di un incredibile presepe umano, di cui molti/e di noi vorrebbero far parte, “fatto di personaggi vitali e incandescenti, una generosa parabola di accoglienza e solidarietà” che si dovrebbe mettere in pratica non solo a Natale ma in ogni gesto della nostra vita quotidiana: grazie di vero cuore all’autrice!

E ancora complimenti per il suo straordinario stile narrativo “che fonde dialetto siculo e poesia e si lascia contaminare dal realismo magico sudamericano” perché mescola, con leggerezza, sorrisi, musica, sapori e colori, mitologia, gocce di diritto ma, soprattutto, un amore struggente e nostalgico per la propria…terramarina!