excavated man, di Loredana De Vita

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Ogni mattino mi alzo con l’affanno delle guerre da dover combattere, quella mia personale e quella di chi, pur lontano da me, non posso e non devo considerare fuori di me.
Ci sono le guerre che divorano il tuo corpo e quelle che straziano i corpi e la vita di volti sconosciuti non meno importanti e cari del tuo.
È allora che la tua guerra per quanto dura sia, ti sembra inifitesimale rispetto a tutto il resto.
È allora che i miei occhi si colmano di quella emozione che non so versare in lacrime, ma che si fa sentire forte per la mia impotenza di fare qualcosa di più concreto per essere di aiuto, un’impotenza aggravata proprio da quella mia guerra personale che mi debilita il corpo.
Non riesco a non pensare anche a quei tanti malati oncologici di cui comprendo il dolore e la difficoltà atroce di dover combattere una battaglia nella guerra, sotto missili, macerie e crolli.
Penso a tutti quei giovani uomini e anche a quelli meno giovani che resistono con coraggio e fermezza e dedizione in una battaglia che non ha ragione di esistere e che in ogni caso procura a tutti un grande sconcerto e un immenso dolore.
È surreale in questo tempo in cui tutti dovremmo solo pensare a coltivare e crescere la vita, una buona vita e una vita che sia buona!
Penso ai sogni pezzati, smarriti, irrecuperabili, poiché i segni di quanto stanno vivendo restano nel profondo del cuore e del pensiero ben oltre la distruzione che ora li circonda.
Penso anche a quei pochi coraggiosi, dall’altra parte di uno schieramento che non hanno voluto ma nel quale sono stati trascinati dalla follia del desposta di turno. Provano a ribellarsi anche a costo della prigione e delle torture, vorrei che fossero di più, non per vederli soffrire, anzi, ma perché più ne sono più c’è una possibilità di redenzione per tutti. Nelle loro mani è il futuro di una terra che non avrà respiro sotto il comando di un padrone irrispettoso e violento che non li ama, non ama la sua terra ma solo se stesso e forse neanche, poiché ciò che gli interessa è il dominio e il potere a qualsiasi costo e non si può amare se stessi senza amare gli altri.
Questo è un uomo che da bullizzato è diventato un bullo, dimostrando di non aver fatto tesoro della sua esperienza di dolore, ma di aver solo imparato a odiare.
I bulli, però, vanno isolati dal gruppo su cui fanno presa, questo è l’unico modo per de-bullizzarli, poiché il bullo si fa bello del sostegno e della paura che riesce a incutere su chi più strettamente gli sta vicino e gli fa squadra pur non amandolo.
So bene che ci sono ragioni di potere, di economia, di folle espansionismo in un’epoca in cui l’ideale della globalizzazione ha, in realtà, reso più forti i più ricchi, più forti i nazionalismi e le localizzazioni abbattendo muri da una parte e issandone altri (anche invisibili) dall’altra.
Ma, come sempre per qualsiasi guerra, anche in questo drammatico caso, la situazione non può essere risolta dalla violenza e dalle armi.
Pensate, chi costruirà tutto da capo quando il signore della guerra avrà smesso di giocare al suo videogame preferito? Su chi ricadranno i costi? Chi restituirà il senso della propria vita a quelle persone che si ritroveranno tra le macerie della propria esistenza e tante sedie vuote intorno al loro desco? Come si potrà mitigare l’ovvia diffidenza di un popolo verso l’altro? Chi restituirà alla terra arsa dal fuoco e coperta di detriti il fulgore della sua memoria? Chi restituirà all’aria, al mare, agli alberi e ai prati l’energia fulgida e promettente vita di cui avevamo promesso di prenderci cura? Chi resituirà a ogni uomo della Terra la serenità di poter credere ancora che non saranno più guerre? Quante saranno le nazioni del mondo a credere ancora nella pace possibile senza armarsi, senza essere sempre pronti a un qualsiasi intervento armato, senza stare sulla difensiva? Chi riporterà il sorriso sui volti affranti di ogni persona che in questa guerra come in ogni guerra ha perso la propria innocenza?
Uomini! Ladri del destino, usurpatori del futuro, violatori dell’innocenza, vergognatevi! È questa la strada verso il potere?
Uomini imbalsamati nelle smanie di potere! Avete già perso, comunque vada, poiché avete perso il rispetto e la fiducia.
Uomini bulli! Incapaci di amare, avete già perso, comunque vada, poiché non siete degni della vita che vi è stata donata.
Fermatevi, ritrovate un minimo di valore del vostro esistere ed essere, dimostrate che vi siete ingannati e che riconoscete il vostro fallimento come esseri umani, smettete i panni del potere e cominciate a riconoscere il significato della vita.
NO WAR NOWHERE!