Kabbalah noir a Milano, di Massimo Bertarelli, Fratelli Frilli editori, recensione di Daniela Domenici

Un nuovo autore è entrato nella “scuderia” della Fratelli Frilli, Massimo Bertarelli, che debutta con uno splendido noir molto noir che ho divorato in un soffio, che si svolge a Milano e che ha come principale protagonista il vicequestore aggiunto Erri Tombamasselli e la sua formidabile squadra, sempre affiatata e operativa.

I primi complimenti vanno allo stile narrativo semplicemente perfetto che alterna un ritmo veloce da giallo a momenti di riflessione, di commozione, di ricordi, tutti molto lenti, per condividere con chi legge i pensieri di Erri sulla sua dislessia, sulla vedovanza, sulla spiritualità, sulla sua solitudine al di fuori del mondo del lavoro: ci si innamora subito di questo vicequestore così umano e, allo stesso tempo, così ligio al suo dovere e al suo lavoro.

Complimenti anche per non avere usato flashback temporali che spesso rendono difficile seguire le vicende che invece qui scorrono in ordine cronologico, il titolo di ogni capitolo riporta solo il momento del giorno in cui avviene; e ci rendiamo conto solo alla fine che Tombamasselli, grazie anche all’aiuto fondamentale della sua squadra, ha risolto i cinque casi in pochissimo tempo “inseguendo l’ipotesi di una correlazione tra gli omicidi e alcuni aspetti mistico-religiosi legati alla Kabbalah ebraica”: bravissimo, aspettiamo la seconda indagine di Erri!