Il mistero della finocchiona a pedali, di Dario Cecchini e Alessandro Mauro Rossi, Giunti 2021, recensione di Daniela Domenici

Quando ho visto questo libro sugli scaffali della mia libreria preferita a Sestri Ponente la mia anima fiorentina si è chiesta “quanti/e genovesi sanno cosa sia la finocchiona?” e poi “come ci è arrivato un libro così intriso di toscanità, soprattutto nei dialoghi, qui a Genova?” e infine “verrà apprezzato dai/lle non fiorentini/e come la sottoscritta?”.

Dopo questo incipit vi posso confermare che la mia anima fiorentina ha goduto come un riccio per la straordinaria ironia di cui è intrisa la storia, per certi modi di dire che fanno parte del DNA di chi ci è vissuto/a; Cecchini e Rossi hanno provato a scrivere un giallo e, onore al merito, ci sono riusciti ma la loro è, soprattutto, una continua esaltazione della zona di Panzano in Chianti in provincia di Firenze, dei/lle suoi/e abitanti, delle sue tradizioni e dei suoi paesaggi: complimenti!

Bravissimi Cecchini e Rossi nella caratterizzazione psicologica dei/lle tanti/e protagonisti/e, dal maresciallo Sarra, in primis, all’appuntato Scoppellitti, dalla favolosa Liliana, una delle “illuminate”, a Ghigo, il boss del gruppo dei cinghialai senza dimenticare…se stessi in un’autocelebrazione molto poco modesta e colorata di goliardia in stile “Amici miei”.