Le mie suffragette, di Paola Bono, Iacobelli editore 2022, recensione di Daniela Domenici

Paola Bono, docente di teatro inglese al DAMS, ha scelto di raccontare la storia delle suffragette “dal basso”, con la voce di Nellie che nel 1895, quando aveva soltanto dieci anni, viene presa dall’asilo dei poveri a Manchester dalla famiglia Pankhurst, Emmeline e le sue figlie Christabel e Sylvia, e vivrà con loro per molti anni. Ne diventa così la biografa e con le sue parole un po’ sgrammaticate e spesso anche involontariamente comiche racconta tutte le vicende della lotta delle “sue” suffragette per il voto alle donne con metodi che spesso sono alquanto radicali come la nutrizione forzata fino alla sospensione allo scoppio della prima guerra mondiale.

Nellie descrive le principali suffragette, dalle già citate Pankhurst a Kitty Marion, attrice e cantante di varietà, da lady Constance Lytton, un’aristocratica dalla parte delle lavoratrici, ad Annie Kenny, un’operaia tessile che aprirà la sede dell’associazione a Londra. Finalmente nel 1928 in Gran Bretagna le donne avranno il diritto di voto (in Italia dovremo aspettare ancora 17 anni…) soprattutto grazie a queste straordinarie suffragette “che sono state parte e motore della Grande Storia”.

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