la rivoluzione di Marika, nel baseball prima donna a giocare con gli uomini

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Donne che gareggiano contro gli uomini, o al loro fianco.

L’ultima frontiera è quella del baseball, il re degli sport Usa: una donna giochera’ a Boston con gli uomini.

E’ Marika Lyszczyk, catcher canadese che dalla prossima estate scenderà in campo con la casacca dei Brockton Rox, squadra del Massachussets che partecipa alla Futures League. Per ora e’ solo un torneo a otto per l’estate, ma e’ anche la porta di ingresso per nuovi traguardi dello sport femminile.
E capita ormai sempre più spesso di vedere donne in occasioni di sport prima esclusivamente maschili. Il grande pubblico, quello che segue prima di tutto il calcio, se n’è accorto in occasione dei recenti Mondiali in Qatar, quando la francese Stephanie Frappart ha arbitrato la sfida tra Germania e Costarica, dopo avere esordito, due anni fa, in Champions League dirigendo Juventus-Dinamo Kiev.
 In Italia c’è stata Maria Sole Ferrieri Caputi che ha debuttato in Serie A e promette di essere la prima di tante che verranno, mentre Carolina Morace fu a suo tempo, nell’estate del 1999, la prima donna ad allenare una squadra maschile, la Viterbese in Serie C che aveva come ‘regista’ Fabio Liverani. Ma l’avventura della Morace, per dissapori con il vulcanico presidente Luciano Gaucci che voleva fare la formazione, durò appena un paio di partite.     Gaucci avrebbe voluto anche far giocare una donna nella Serie A maschile (“non c’è nessuna regola che lo vieta”, disse), e quindi nel suo Perugia, e nel 2003 sembrava fatta per l’ingaggio della stella della Germania Birgit Prinz, micidiale ‘cannoniera’ a cui il patron offrì un contratto annuale da 100mila euro al mese. Ma la tedesca alla fine rinunciò temendo di non trovare spazio fra i titolari.
 Però l’autentica pioniera di tutto questo è stata una cinese campionessa di tiro a volo. Fu lei, Shan Zhang, a battere i colleghi uomini nella gara di Skeet dell’Olimpiade di Barcellona 1992 e quindi a conquistare l’oro, davanti al peruviano Giha, argento, e all’azzurro Rossetti, bronzo. Non tutti la presero bene, e forse non a caso quella fu l’ultima volta ai Giochi in cui nel tiro a volo uomini e donne si affrontarono senza distinzioni di sesso. Ora invece c’è la gara a coppie miste voluta dal Cio, in nome dell’equity gender, in cui a Tokyo 2020 San Marino ha conquistato uno storico argento con Alessandra Perilli e Gian Marco Berti, ex fidanzati con lei più brava di lui a frantumare i piattelli.
E non poteva mancare l’America. Rebecca Lynn Hammon, ex cestista statunitense naturalizzata russa, il 30 dicembre 2020 è diventata la prima donna a ricoprire il ruolo di ‘head coach’ in una partita della Nba, in seguito all’espulsione di Greg Popovich durante la sfida con i Los Angeles Lakers. Hammon, assistente di Popovich, ha anche allenato in prima persona gli Spurs nella Summer League. Invece Nancy Lieberman, detta ‘Lady Magic’, è stata la prima donna nella storia della pallacanestro a giocare in una lega professionistica maschile, anche se minore, la Usbl, esordendo con Springfield che vinse 122-107 contro Staten Island.
  Adesso tocca al baseball, perché la Futures League dà il benvenuto a Marika Lyszczyk, catcher canadese che lascia il softball e si dà appunto al baseball per giocare con gli uomini che sfiderà dalla prossima estate, prima ragazza della lega a farlo, con la casacca dei Brockton Rox. Certa che si farà valere anche sul diamante del ‘Campanelli Stadium’, intanto ci riesce nel campionato Ncaa, quello delle università, giocando con i ragazzi di Sonoma State, ateneo della California. Di lei, prima donna in assoluto a prendere parte a un match di baseball Ncaa, scrivono che sta facendo la storia e che “è di una bravura incredibile”, e qualcuno si spinge a dire che possa “scalare l’Olimpo”, ricevendo una chiamata dai Boston Red Sox: sarebbe il massimo. Fanta-baseball? Non è detto, e lei non teme la sfida, stimolata anche dal fatto che alcuni scout di franchigie della Mlb la stanno seguendo. “Preferisco giocare con i maschi – ha spiegato – perché per me il softball era, appunto, troppo ‘soft’. E poi non mi spaventava l’idea di cambiare, anche se c’era gente che mi consigliava di non farlo”. Ora non le rimane che continuare, perché donne e sport e donne nei team maschili sono cose che stanno funzionando “e io sono una come tutti i ragazzi che giocano con o contro di me”.

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