La prigioniera e altri racconti inediti, di Lucie Delarue-Mardrus, tradotto e curato da Stefano Serri, Via del Vento edizioni 2025, recensione di Daniela Domenici

Un’altra lettura magica proposta da questa casa editrice pistoiese che pubblica testi inediti e rari del Novecento, tradotti per la prima volta in italiano, nella sua collana “Ocra Gialla” con i suoi libriccini-gioiello, come amo definirli.
Questa volta ho “incontrato” Lucie Delarus-Mardrus che grazie alla superba, attenta ed empatica traduzione e cura di Stefano Serri mi ha affascinato con i suoi sei racconti brevi. Leggo nella sua biografia che Mardrus è nata nel 1874 a Honfleur, è morta a Chateau-Gontier nel 1945 e ha avuto una vita alquanto movimentata e variegata.
Come dice Serri nella sua nota finale intitolata “Storia di un’amica senza gabbia” questi racconti sono “sei invenzioni per domare il tempo”; e aggiunge che la poesia traspare anche in queste prose perché “la poesia, cocciuta, quando è cacciata si riaffaccia: aggettivazioni insolite epifanie eleganti e tenui, incursioni liriche lunghe un battito, intarsi che punteggiano e puntellano la storia con la loro fondamentale e cristallina inutilità”. E noi lo ringraziamo per averci offerto “Maternità funebre”, “Gli occhi impossibili”, “L’armadio innamorato”, “LO spaventapasseri”, “La prigioniera” e “L’intrepido”.