Ciro, memorie di un cane, di Nuccia Isgrò, Infilaindiana edizioni 2025, recensione di Daniela Domenici

Nuccia Isgrò, straordinaria e prolifica scrittrice siciliana ed ex docente, della quale ho recensito tante opere,

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ha “colpito” ancora: con questa sua nuova fiaba mi ha fatto innamorare sin da subito (e accadrà anche a voi…) del suo magico cane Ciro.

La sua splendida, affettuosa ironia colora le avventure di Ciro, del suo amico, il bassotto Fred, e di un topolino in mezzo agli/lle umani/e che spesso li adottano ma poi li trattano come giocattoli dimenticando anzi, trascurando la loro vera anima, le loro reali esigenze. Dolcissima la descrizione dell’amicizia con Topolino e struggente l’epilogo che non vi anticipo: bravissima!

Purtroppo assisto quotidianamente a questa “tortura” perché dove vivo attualmente ci sono più cani che persone e questi poveri animali, di qualunque taglia o razza siano, sembrano dei gingilli sia nel vestiario con cui vengono abbigliati che nel linguaggio che viene usato verso di loro che, ancora, nei gesti; sono spesso tentata di intervenire ma mi trattengo perché potrebbero nascere dolorosi alterchi; grazie, Nuccia, per averci regalato Ciro!