Ero l’amante di Rodin – Vita vissuta di Camille Claudel, di Annalisa Fabbri, Morellini editore 2026, recensione di Daniela Domenici

Sono appena riemersa dalle emozioni che mi ha donato questa splendida biografia romanzata che Annalisa Fabbri ha dedicato alla scultrice Camille Claudel, una donna e un’artista che non ha avuto l’onore di veder mai riconosciuta la grandezza della propria arte e che ha trascorso in manicomio, su richiesta della madre e del fratello, pur essendo totalmente lucida e presente, gli ultimi trent’anni della sua vita.

Camille è stata un personaggio sui generis, un’artista a tutto tondo che non è stata amata, in primis dalla famiglia eccetto il padre che l’ha difesa e protetta fino alla sua morte, né compresa e apprezzata quando meritava. Bravissima Fabbri a delinearne il profilo, a caratterizzarla psicologicamente, a descrivere i luoghi e le persone che hanno fatto parte della sua vita travagliata e sempre ai margini della società, complimenti!

Camille ha conosciuto personaggi del calibro di Debussy e Modigliani, oltre che Rodin, ma nessuno di loro è riuscito a dare il giusto merito alle sue sculture perché era una donna, era giovane e ha sempre vissuto da sola e fuori dagli schemi.

https://danielaedintorni.com/2017/10/29/moi-al-teatro-della-tosse-di-genova-recensione-di-daniela-domenici/