MOI, al Teatro della Tosse di Genova, recensione di Daniela Domenici

 

Ininterrotte emozioni e ineffabile commozione per ottanta minuti: ieri sera è andato in scena il Teatro con la T maiuscola al Teatro della Tosse di Genova.

Lisa Galantini, superba classe attoriale, è diventata Camille Claudel, forse la più grande scultrice francese del diciannovesimo secolo ma, purtroppo, nota soltanto come l’amante dello scultore Auguste Rodin, la sorella del poeta Paul Claudel e colei che ha trascorso trent’anni in manicomio fino alla sua morte.

Nel suo monologo “Moi”, scritto da Chiara Pasetti e diretto da Alberto Giusta, Galantini dà vita prima a una Camille che ancora vive da sola in casa, sempre in deshabillè, con i suoi gatti e interagisce, come se fossero sul palco con lei, con Paul e con Auguste usando sapientemente tutti i registri vocali, passando dalla risata denigratoria all’urlo rabbioso, al pianto disperato e alla dolcezza da innamorata e contemporaneamente muovendosi, saltando, sdraiandosi, in un tour de force anche fisico non indifferente. Poi si spengono le luci e Lisa-Camille si veste, la luce cambia ed entriamo, insieme a lei, nel manicomio di Montfavet; perfetto l’escamotage della valigia utilizzata come scrittoio per scandire gli anni che passano sempre uguali e anche la voce di Lisa diventa, in perfetto pendant, infantile e monocorde fino alla conclusione: semplicemente straordinaria.

Uno spettacolo nello spettacolo vedere la sala Campana del Teatro della Tosse piena di pubblico che, sono sicura, sia rimasto in apnea come la sottoscritta fino ai prolungati, calorosi e meritatissimi applausi che abbiamo tributato a Lisa-Camille.

Prima della prima: nel foyer del teatro, la giornalista Laura Guglielmi ha intervistato Chiara Pasetti, autrice di “Mademoiselle Camille Claudel et moi” e Marco Ercolani e Lucetta Frisa, autore e autrice di “Nodi del cuore”.

Si replica oggi pomeriggio…come dice Benigni “emozionatevi…”

http://www.italianotizie.it/2017/10/29/moi-al-teatro-della-tosse-genova/

 

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