2 maggio 1930, nasce Marco Pannella, un mio piccolo ricordo-omaggio

Voglio rendere omaggio, nel mio piccolo, a quest’uomo che ha segnato la storia dell’ Italia e che ho avuto l’onore di conoscere de visu.

Sai, Marco, il mio primo voto da neomaggiorenne cinquant’anni fa l’ho dato ai radicali e ho continuato a darlo a lungo a voi perché siete stati, tu ed Emma, dei punti di riferimento fondamentali nella crescita della mia coscienza politica.

E quando poi, grazie a Rita Bernardini, che ho conosciuto quando ero volontaria in carcere ad Augusta, sono venuta per la prima volta a un vostro congresso a Chianciano e lì ho avuto l’onore di conoscerti e di parlarti, sai cosa mi ha colpito subito di te? Intanto la tua disponibilità a parlarmi come se mi conoscessi da sempre, con simpatia e umanità, anche se ero per te una perfetta sconosciuta che era stata convinta a venire al congresso da Ritina; poi la tua grande, straordinaria ironia oltre che i tuoi profondi occhi chiari e i capelli legati col cosino, la tua imponenza fisica nonostante i tanti digiuni…

Grazie poi a un altro “radicale della prima ora”, Mariano Giustino, giornalista conosciuto sempre a Chianciano che vive e lavora in Turchia, ho avuto la chance di conoscere l’altra grande leonessa radicale, Emma Bonino, e così si sono concretizzati i miei ideali giovanili; sono stati due momenti che mi hanno dato emozioni senza parole…

Grazie Marco, il tuo ideale di non violenza è sempre stato dentro di me, fa parte della mia essenza, del mio DNA.