bambini e bambine al museo, riflessione di Isotta Monteverde
Per me che sono figlia di due intellettuali andare nei musei fin da bambina è stata una cosa naturale. Ma in quegli anni il museo era un posto nel quale dovevo stare in religioso silenzio e, soprattutto, era assolutamente vietato toccare qualsiasi cosa; non era certo un posto dove i bambini e le bambine potessero sentirsi a loro agio ma, anzi, un luogo noioso dove non si poteva fare nulla e dove dovevi pure stare in silenzio per tutto il tempo della visita.
In particolare ricordo le visite al mio amato Museo d’Arte Orientale Chiossone. Alle elementari abitavo vicino a Villetta Di Negro, sede del Museo, e la mia maestra, come uscita annuale, ci portava sempre e soltanto a visitare questo museo del quale, da bambina, non capivo nulla e che quindi trovavo molto noioso.
Da adulta ho avuto, come maestra, la fortuna di portare i miei bambini e le mie bambine della scuola dell’infanzia a visitare i musei di Genova: un’esperienza meravigliosa. Come docente ho appreso che chi nei musei si occupa dell’area didattica fa degli studi specifici per poter offrire proposte sempre più stimolanti e coinvolgenti per i bambini e le bambine che arrivano felici nei musei, muniti e munite di fogli da disegno e matite colorate. Lì possono disegnare per terra, hanno una persona tutta per loro che spiega ciò che vedono e alla quale possono fare domande; spesso vengono anche invitati e invitate a toccare delle cose o, comunque, a fare esperienze pratiche, tutte cose che da bambina potevo solo sognare.
In particolare mi ha sempre commosso vedere la gioia di quei bambini e di quelle bambine, spesso stranieri e straniere ma non solo, che vanno nei musei accompagnati e accompagnate da noi maestre e che tornano poi a casa dai genitori a raccontare com’è stato bello andarci.
Un grazie sentito quindi ai direttori e alle direttrici dei vari musei della mia città per il loro entusiasmo e la cura nel proporre a noi utenti, e in particolare ai bambini e alle bambine, proposte sempre nuove per ogni anno scolastico.