Genova dopo l’adunata degli Alpini, riflessione di Isotta Monteverde

A causa dell’adunata degli Alpini a Genova i nostri operatori dell’AMIU hanno avuto un surplus di lavoro non indifferente.

Anche loro come gli Alpini sono stati sommersi negli anni da diverse polemiche…si sa, noi genovesi mugugniamo su tutto.

Io ho dell’affetto per quelli che continuo a chiamare affettuosamente gli spazzini che hanno fatto da leitmotiv a tutta la mia vita.

Quando ero piccina andavo alla scuola materna con lo scuolabus. E vicino alla fermata dove ogni mattina mi portava il mio papà c’era il gabbiotto degli spazzini. Nell’attesa dell’arrivo dello scuolabus mio padre parlava in genovese con i miei amati spazzini. E io ascoltavo incantata questa buffa lingua che allora non capivo e osservavo affascinata le lunghe scope di saggina con le quali spazzavano via le foglie.

Una volta cresciuta il camion dell’AMIU è stata la mia sveglia…quando sentivo il rumore sapevo che dovevo alzarmi.

Anche ora che devo uscire di casa presto per andare a scuola quando sento il camioncino che lava la mia strada so che devo sbrigarmi perché è l’ora di uscire di casa.

Sicuramente anche a me dà molto fastidio il rumore provocato dal ritiro del vetro. E spesso anche io mi spazientisco quando i loro camion bloccano la strada e devo correre per qualche appuntamento o per prendere il treno che mi porta a Sestri dove lavoro.

Però vedere i video sui social del lavoro che queste persone hanno fatto per far sì che la città ritornasse a essere pulita e in ordine per tutti noi genovesi che non smettiamo mai di lamentarci e mugugnare mi ha commosso. E anche gli Alpini dei quali abbiamo detto le peggiori cose hanno fatto sì che gli spazi da loro occupati tornassero a essere più puliti e in ordine di quando erano arrivati, dandoci così una grande lezione di senso civico che molte persone che vivono nella mia amata città non hanno.

Quindi prima di accusarli di non saper svolgere bene il loro lavoro di spazzini pensiamo un po’ di più a come lasciamo quella che noi “zeneisi” chiamiamo “rumenta”. Grazie, miei amati spazzini, per il vostro lavoro silenzioso spesso non visto e non riconosciuto. Perdonateci per i nostri mugugni. Genova e i foresti apprezzano tanto come ci avete fatto trovare la nostra amata città il lunedì mattina dopo i tre giorni di adunata degli Alpini.