Un’inconsueta felicità, di Donatella Sasso, Golem edizioni 2021, recensione di Daniela Domenici

Una storia intrisa di tenerezza, di sentimenti delicati, di incertezze, di ricordi è quest’opera di Donatella Sasso, giornalista e scrittrice torinese, che mi ha regalato innumerevoli sensazioni.
In primis complimenti per la caratterizzazione della principale protagonista, Stellina, una ragazza che fa la bibliotecaria a tempo determinato, di Stefano, suo collega, di Zucco, un vicino di casa che diventerà un confidente e amico, e di Antonella, l’altra vicina, che ha una figlia autistica, Agnese, con la quale costruirà, con delicata attenzione, un rapporto di fiducia reciproca.
In questo ristretto microcosmo, tra casa e biblioteca, Stellina proverà a crescere superando alcuni momenti dolorosi di fragilità del suo passato che l’autrice inserisce ad hoc durante la narrazione semplicemente enumerandoli. Ma ha anche ricordi piacevoli del rapporto con la madre, con il padre e con la nonna che riuscirà finalmente a far emergere grazie, soprattutto, alla fiducia che le ispira Zucco; commoventi le ultime pagine : complimenti!