non voglio più essere invisibile, riflessione di Isotta Monteverde
In questi ultimi giorni di scuola ho ricevuto tante cose belle che non mi aspettavo assolutamente ma c è stato anche chi mi ha fatto sentire di nuovo invisibile riaprendo in me una ferita aperta…che risale all’infanzia…
Io sono stata una bambina silenziosa, che non voleva essere vista, che si nascondeva al buio nel ripostiglio per ascoltare ciò che i miei familiari dicevano quando pensavano che non ascoltassi…
E anche dopo mi sono sentita così, da adulta, sia a casa che sul lavoro…
Ma qualcosa quest’ anno è cambiato e quindi di fronte alla ennesima persona che mi ha fatto sentire invisibile, che mi ha guardato come se non mi vedesse non ho più sentito quel dolore antico ma solo compassione per la sua pochezza, per quell’infelicità che la porta a comportarsi cosi con gli altri..
E si è risvegliata la mia anima di bambina ribelle..
E si…vorrei magicamente trasformarmi in un folletto dispettoso invisibile e con uno spillone andare a pungere le persone boriose per vedere se poi scoppiano davvero come dei palloncini e mettermi a ridere e a fare le linguacce come Pippi Calzelunghe, la bambina ribelle da me tanto amata.