sono una otroversa e ne sono felice, grazie a Rami Kaminski, di Daniela Domenici
ho appena scoperto di essere una OTROVERSA e ne sono felice.
ecco cosa dice su questo argomento il sito My Personal Trainer, mi rispecchia in toto, sono io…
Il termine “otrovert”, otroverso in italiano, è un neologismo coniato da Rami Kaminski che deriva dallo spagnolo “otro”, che significa “altro”. Indica chi non guarda né dentro di sé (come l’introverso), né fuori di sé (come l’estroverso), ma piuttosto in un’altra direzione rispetto al resto del mondo, mantenendo una prospettiva unica e spesso controcorrente.
Gli otroversi sono individui che, pur non rifuggendo la compagnia, tendono a preferire contesti più intimi e significativi.
Alcune delle loro caratteristiche distintive includono:
- Preferenza per le conversazioni profonde: anziché scambiare convenevoli superficiali in grandi gruppi, prediligono il “tête-à-tête”, dove possono approfondire argomenti e costruire legami autentici.
- Indipendenza nel lavoro: tendono a eccellere in compiti individuali piuttosto che in dinamiche di squadra, sebbene possano collaborare efficacemente quando necessario.
- Avversione per i “rituali comunitari”: non amano le cerimonie formali, le grandi feste d’ufficio o altri eventi dove la partecipazione di gruppo è quasi un obbligo, trovandoli spesso dispersivi o faticosi.
- Equilibrio tra solitudine e socialità: non sono l’anima della festa, ma non si isolano nemmeno; cercano una via di mezzo che rispecchi il loro bisogno di stimoli sociali mirati e di tempo per sé.
Come spiega Kaminski al Guardian, sono “solisti incapaci di suonare in un’orchestra“, un’immagine vivida che cattura l’essenza della loro unicità.
Otroversi vs. introversi ed estroversi: le sottili differenze
Comprendere la personalità otroversa significa anche saperla distinguere dalle categorie già note. Sebbene possano esserci delle sovrapposizioni, le differenze sono cruciali.
Non solo introversione: le distinzioni chiave
Gli otroversi e gli introversi condividono l’apprezzamento per il tempo trascorso da soli e la preferenza per interazioni meno affollate. Tuttavia, le similitudini si fermano qui.
- Mentre gli introversi sono spesso descritti come tranquilli, riservati e talvolta schivi, gli otroversi possono essere disinvolti e socievoli, pur con le loro preferenze.
- Un’altra differenza fondamentale riguarda la capacità di esprimersi: gli otroversi non hanno alcun problema a parlare in pubblico o a sostenere il proprio punto di vista, a differenza di molti introversi che potrebbero trovare queste situazioni più stressanti.
- Infine, gli otroversi amano immergersi in fitte conversazioni profonde con un amico, cercando una vera connessione, mentre l’introverso potrebbe preferire la pura solitudine per ricaricarsi.
L’equilibrio con l’estroversione: quando la compagnia conta
Nonostante la loro natura non sia apertamente estroversa, gli otroversi non sono nemmeno totalmente chiusi al mondo esterno. La loro differenza dagli estroversi puri risiede nella qualità e quantità delle interazioni preferite. Un estroverso trae energia dal gruppo e dalla stimolazione costante, un otroverso la trova in un’interazione più contenuta ma più significativa. Non rifiutano la compagnia, ma la selezionano con cura, cercando un equilibrio che rispetti la loro energia e le loro inclinazioni.