accadde…oggi: nel 2011 muore Annie Easley, di Andrea Daniele Signorelli

https://www.wired.it/article/annie-easley-matematica-nasa-centaur/
Immaginate di essere una figura importante della vostra azienda e di lavorare su alcuni dei principali e più ambiziosi progetti. Quando però l’azienda in questione pubblica le fotografie promozionali per le quali avete posato assieme ai vostri colleghi, scoprite di essere stati sistematicamente eliminati da esse.
È solo una delle pessime esperienze che ha dovuto affrontare Annie Jean Easley nel corso dei tre decenni in cui, a partire dagli anni Cinquanta, ha lavorato alla Nasa. La ragione è facilmente intuibile: Easley era infatti una scienziata nera in un’epoca in cui, negli Stati Uniti, vigeva ancora la segregazione. Le discriminazioni subite da Annie Easley non si limitarono alle fotografie. Le venne per esempio negato, senza motivazioni, l’aiuto finanziario che altre persone che lavoravano alla Nasa ricevevano per continuare la loro formazione universitaria e post-universitaria.
Nonostante tutto questo e senza mai negare le difficoltà affrontate e la discriminazione subita, Annie Easley ha sempre affermato che la sua lunga esperienza alla Nasa le ha lasciato “più ricordi positivi che negativi”. Ricordi positivi legati soprattutto agli importantissimi lavori a cui ha dato un cruciale contributo, tra cui il razzo Centaur, che ha permesso alla sonda Surveyor 1 di atterrare sulla Luna nel 1966.
Gli studi e gli esordi
Nata nel 1933, Annie Jean Easley è stata cresciuta dalla madre single a Birmingham (Alabama), dove ha vissuto finché non ha avuto l’occasione di frequentare l’università Xavier di New Orleans, in Louisiana, storicamente frequentata dalla comunità afro-americana. Inizialmente Easley si iscrive a Farmacia, non solo perché lo considera un settore affascinante e in grande espansione, ma soprattutto – come ha ironicamente ricordato in una tarda intervista sul sito della Nasa – a causa dei ricordi di bambina che aveva del drug store del suo quartiere, dove oltre ai farmaci vendevano “un sacco di caramelle e di gelati”.
Lasciati gli studi agli inizi degli anni Cinquanta, Easley torna brevemente a Birmingham prima di sposarsi e trasferirsi a Cleveland, dove vive la famiglia del marito. Intenzionata a riprendere il percorso farmaceutico, Easley scopre però che l’unico corso in Farmacia presente nella sua zona ha da poco chiuso i battenti. Bisogna trovare un’alternativa.
La sua attenzione cade su un articolo di giornale che parla di una coppia di gemelle che ha iniziato a lavorare come “computer” alla National Advisory Committee for Aeronautics (Naca, antecedente dell’odierna Nasa). Prima dell’avvento dei computer come oggi li intendiamo, questo termine – che in italiano significa “calcolatore” – faceva riferimento alle persone che si occupavano di eseguire i calcoli matematici per conto degli ingegneri.
Da sempre dotata di una predisposizione per la matematica, Easley decide di guidare fino alla sede della Naca e di candidarsi per il lavoro, che inizia a svolgere due settimane dopo. Il ruolo di “computer” le sta però stretto: Easley non è una semplice calcolatrice, ma una matematica eclettica e particolarmente dotata. E così, quando i computer come li intendiamo oggi iniziano a fare la loro comparsa, impara prima a programmare in linguaggio Fortran e poi inizia una nuova, cruciale, fase del suo percorso professionale, da vera e propria scienziata.
I progetti alla Nasa
Fin dall’inizio, il suo lavoro si concentra sulle batterie elettriche, inclusi alcuni studi relativi a veicoli alimentati a batteria. Tra gli altri fondamentali progetti a cui partecipa, vanno citati lo shuttle che aveva il compito di studiare l’assottigliamento dello strato di ozono presente nell’atmosfera e il reattore nucleare di Plum Book.
A partire dal 1958, la Naca diventa l’attuale Nasa e anche Easley inizia a dare il suo contributo all’epoca d’oro dei viaggi spaziali. Il suo lavoro più noto, come accennato, è il razzo Centaur, un dispositivo all’avanguardia che ha alimentato anche la sonda Cassini che fino al 2017 ha studiato Saturno e che è alla base anche del moderno razzo Atlas V-401.
È grazie a queste fondamentali esperienze che Anne Easley riesce ad avere “più memorie positive che negative” dei suoi trent’anni alla Nasa, nonostante siano stati punteggiati anche da episodi di maschilismo e discriminazione razziale. “Non erano sufficienti a farmi abbandonare i miei obiettivi. La vita per me non è stata in discesa, ma ho sempre continuato a lottare”, ha raccontato lei stessa. Ritiratasi dalla Nasa nel 1989, Easley si è poi dedicata alle sue passioni sportive (sci e tennis) e al volontariato. Deceduta nel 2011, è oggi considerata non solo una scienziata che ha dato un contributo di grande importanza alla conquista dello spazio, ma anche un simbolo di emancipazione.