Case sparse, silloge poetica di Carlo Rovello, Giuliano Ladolfi editore 2026, recensione di Daniela Domenici

Do il bentornato a Carlo Rovello, poeta e scrittore ligure, che è ormai una piacevole presenza nel mio sito, ecco il link alle mie precedenti recensioni alle sue opere

https://danielaedintorni.com/?s=rovello

questa sua nuova silloge che raccoglie una trentina di poesie colpisce per più di un motivo.

In primis per la soave delicatezza dei toni che è la sua cifra distintiva e che il poeta Ivan Fedeli, nella sua prefazione, così descrive “forse è questa la cifra e la grandezza di una poesia che procede lieve e in punta di piedi, avvolge e dà un senso di innocenza e, ancor più, di impotenza attraverso indizi di mondo”. Ancora una volta Rovello usa qualche rima una tantum ma, soprattutto, ed è l’elemento che amo di più, termini non usuali, sinestesie, rime interne, in una parola musicalità: complimenti!

Ma ciò che più commuove è l’ascolto e l’attenzione al ricordo, alla nostalgia, alle ombre, agli oggetti tra le case sparse; estrapolo ancora le parole di Fedeli “Insistono così solo voci lontane, sprazzi di tramonti, quella che si potrebbe definire la forza dell’ormai, essa agisce da cemento, muro, una delle parole pure del libro, capace di proteggere e separare. È questa l’etica delle case sparse, la loro presenza discreta di vita e di radici che resiste e rassicura”.

E cito qui i versi finali della poesia che conclude la silloge “Le case”

Nessuna di queste case può cambiare nome

anche se dovesse crollare

anche se fosse restaurata da un muratore

perché le case hanno una memoria

impressa dalla storia.

Concludo questa mia recensione estrapolando da una delle liriche di Rovello che più mi hanno attratto per la personificazione del mese di settembre

Settembre

Settembre punto di non ritorno

bilancio di una vita

quando le notti rubano al giorno.

Godiamo la senescenza

della stagione estiva

per entrare nella finezza

nostalgica dei poeti.

Tu sei fine e principio insieme

semina e vendemmia

speranza e malinconia

mentre tutta la bellezza culmina.