“C’eravamo troppo amati” al teatro Golden di Roma, recensione di Fausta Spazzacampagna

di Fausta Spazzacampagna

Al Teatro Golden di Roma, fino al 5 febbraio, Michela Andreozzi e Michele La Ginestra fanno vivere le vicissitudini di una coppia in “C’eravamo troppo amati”, versione italiana di “Ils se sont aimès” di Pierre Palmade e Muriel Robin, adattato dallo stesso Michele la Ginestra. Michela e Michele Isabella e Matteo Attorno ai due interpreti pochi semplici elementi: un tappeto double-face, bianco e rosso che svolge varie funzioni, due sedie, una lunga stecca che fa da divisorio tra i due appartamenti,  una  cornice rettangolare che fa da porta, dove però si può appendere anche un lume o una decorazione natalizia….. Due giovani che decidono di sposarsi convinti di un amore che durerà in eterno….ma dopo sei anni di matrimonio arrivano al divorzio, con tutte le problematiche che questo comporta e da cui nascono tutte le divertentissime gags che suscitano risate e applausi: la capillare separazione dei beni e della casa, le vicissitudini e le difficoltà della vita da separati, la comunicazione del divorzio ai parenti, l’incontro con i nuovi compagni e, intorno a loro, tanti personaggi che sono presenti…senza esserci: Maria la domestica, i genitori di lei e più tardi Cristina e Filippo, compagni dei due. Ogni tanto Isabella e Matteo trovano il modo di incontrarsi e questo li porterà inevitabilmente al confronto tra il prima e il dopo e la scoperta che da quando hanno divorziato si amano di più, fino ad arrivare al finale a sorpresa! Un susseguirsi di situazioni divertenti, nelle quali i personaggi invisibili diventano presenti attraverso i dialoghi e la straordinaria mimica di Michela e Michele, sentimenti veri e dinamiche di coppia dove ognuno può ritrovare qualcosa di sé. Una commedia “semplice” ed intelligente, scene di vita comune che i due protagonisti rendono esilaranti in maniera garbata, spontanea, sincera, segno di una grandissima professionalità e bravura.