C’eravamo troppo amati al Teatro Lumière, recensione di Fausta Spazzacampagna

c'eravamo troppo amati

Il coniglietto brutto brutto…..

So bene che mi frullerà in testa chissà per quanto tempo e che ogni volta finirò per ridere da sola ripensando alle battute e alle gag dello spassoso spettacolo “C’eravamo troppo amati” in scena ieri sera al Teatro Lumière con Michela Andreozzi e Michele La Ginestra.
Uno spettacolo che lo stesso Michele ha tradotto e riadattato dal testo francese di Palmade e Robin, e va in scena con la regia curata da Roberto Marafante.
Ero già stata a vedere questo spettacolo l’anno scorso a Roma e per la trama vi lascio alla prima recensione.
https://danielaedintorni.com/2012/01/31/ceravamo-troppo-amati-al-teatro-golden-di-roma/
Qui vorrei rimarcare come la bravura, l’affiatamento, l’espressività dei due interpreti riesca a riempire il palcoscenico di tutte le cose….che non ci sono!

L’arredamento della casa, contabilizzato nella spartizione dei beni, il piccolo bistrot dove Isabella e Matteo si incontrano, la domestica Maria che non vuole accettare il loro divorzio, i genitori di lei, Cristina e Filippo, rispettivi “amici, amanti, conviventi”, riempiono la scena attraverso le battute e la mimica dei due attori.
E – ciliegina sulla torta – il finale a sorpresa che non posso raccontare, per non levare il divertimento a chi sarà in teatro alla replica di sabato.
E’ un fuoco d’artificio che non lascia il tempo di riprendere fiato tra una battuta e l’altra e risate ed applausi sottolineano ogni momento.
Uno dei grandi pregi di Michele e Michela sta anche nel fatto che così come sono in scena – freschi, allegri, simpatici oltre che veramente bravi – lo sono anche quando scendono dal palco circondati dal pubblico che li aspetta per un ultimo e più diretto BRAVI!!!!