La casa degli ulivi di Manuela Stefani, recensione di Daniela Domenici

la casa degli ulivi

Che periodo fecondo di letture al femminile che mi sta capitando di vivere!!!
Nel giro di poche settimane sono stata “chiamata” da ben tre autrici, sempre dagli scaffali della mia biblioteca preferita, che mi hanno regalato emozioni a profusione.
L’ultima, in ordine di tempo, è Manuela Stefani e il suo “La casa degli ulivi”, edito da Mondadori, la sua opera prima.
Se potessi fare un paragone musicale direi che questo libro ha, inizialmente, un andamento lento, sarebbe perfetta come colonna sonora “L’Estate” di Vivaldi, per esempio; per poi accelerare e finire con un epilogo travolgente, drammatico e assolutamente inaspettato che sconvolge e lascia assolutamente spiazzati, potrebbe andar bene prima “La cavalcata delle Walkirie” di Wagner e, per concludere, la marcia funebre dalla terza sinfonia di Beethoven.
Scusate questa digressione musicale ma mi è venuta assolutamente spontanea appena terminato di leggere questo splendido libro che si svolge tutto in un piccolo paese della Calabria, Strongoli (che esiste veramente ed è in provincia di Crotone), e che ha come principali protagonisti una donna del nord, la milanese Anna, un uomo del sud, il siciliano Saro, e le due sorelle proprietarie della casa, Teresa e Angela, tutti straordinariamente descritti.
La storia si svolge nell’arco di un’estate che cambia, anzi stravolge, la vita di Anna; è un’estate “epifanica” come direbbe il grande James Joyce, autore dei “Dubliners”, epifania come rivelazione, manifestazione, disvelamento; ecco, in questa estate strongoliana una serie di epifanie portano alla luce scheletri negli armadi, rimorsi e rimpianti, dolori sepolti, amori mai vissuti e tanto altro ancora che non vi voglio…disvelare per non togliervi il piacere di immergervi in questa storia che vi ammalierà, ne sono sicura, come ha fatto con me.
Buona lettura!