“Non tutto è risolto” al teatro della Pergola, recensione di Fausta Spazzacampagna

“Una stanza vuota con la tappezzeria a brandelli, da una parte qualcosa che potrebbe essere una cassapanca o un mobile con sopra una grande coperta, due sedie, al centro una grande stufa di maiolica. La contessa Matilde o qualsiasi altro nome abbia, la sua segretaria Angèle (la bravissima Licia Maglietta, delicata protagonista di Pane e Tulipani), oramai legata a lei da venti anni, un uomo (un grande Urbano Barberini) che dice di essere suo figlio e che spunta fuori all’improvviso da sotto la coperta, una improbabile cameriera appena assunta (Gabriella Franchini che disegna con garbo Milli, una figura dolce e sfrontata) che la crede matta ma è comunque affascinata da questa donna: questi i protagonisti dello spettacolo. Nonostante la memoria in parte lacunosa a causa dell’età, la vecchia signora, capricciosa e caparbia, cerca di rimettere insieme i pezzi della sua vita, per sentirsi ancora in gioco. In bilico tra realtà e fantasia, il racconto diventa una riflessione sull’ambiguità della vita e l’avvicinarsi inarrestabile della fine. Un testo, scritto dalla stessa Franca Valeri, divertente e coraggioso, leggero e profondo, una “danza” di episodi e fantasmi del passato, che stupisce per la freschezza, la curiosità e la decadenza giocate sul filo delle parole e dell’ironia. Franca Valeri parla di sé con un tratto garbato e intelligente, con un po’ di malinconia e tanta ironia. Succede, nel corso della serata, come quando, leggendo un libro, pensi di sottolineare le frasi che ti colpiscono di più e alla fine hai sottolineato tutto, così il testo è un gioco continuo di frasi che vorresti rubare e portarti via E la stufa, “spenta” diventa il simbolo del non voler ricordare, del lasciare tutto come era perché ha perso di interesse, eppure rimane come memoria sempre presente. Dice la Valeri “la vita non è abbastanza interessante per ricordarla”, infatti il ricordare della nobildonna non è nostalgia ma vivere ancora una volta. E quando la nobildonna sembra voler chiudere la partita con le ultime persone che accompagnano la sua vita, con un colpo di tacco, rimette tutto in gioco: “Ecco, questo rimane in sospeso” e si chiude il sipario….. Un lunghissimo applauso accoglie l’ingresso in scena di Franca Valeri, un lunghissimo, ripetuto applauso – che lei divide ogni volta con i suoi compagni – conclude la serata. Resta l’incanto di questa donna, grandissima interprete del teatro italiano, donna intelligente e ironica, capace di invecchiare con garbo, stile e sensibilità. Un grazie di cuore a Lei, ai coprotagonisti, alla splendida regia, all’autore della scenografia per uno spettacolo che resterà indelebile nel cuore…”