“Me medesimo” al teatro di Cestello a Firenze

Ieri sera, nel mio tour da critico teatrale, ho “scoperto” un altro teatro fiorentino che ancora mancava all’appello e in cui ho ricevuto un’accoglienza piena di disponibilità e affetto: il teatro di Cestello, nell’omonima piazza affacciata sull’Arno. Era in cartellone “Me Medesimo” di e con Alessandro Benvenuti, direttoer artistico del teatro Dante di campi Bisenzio, un monologo che sembra cucito addosso alla sua straordinaria maschera tragicomica. Sul palco spoglio solo lui e un leggio, nient’altro per essere Cencio, il protagonista, che pensa ad alta voce, ricorda, racconta e nel farlo fa sorridere, ridere ma, soprattutto, emozionare.

Dal racconto deduciamo che Cencio sia un uomo in crisi, forse artistica o lavorativa o, forse,  familiare ma è tutta la sua vita a essere messa in discussione, probabilmente questo è solo un modo per sopportare il fallimento evidente e allora nella sua mente confusa si accavallano i film della sua vita e delle misere vite di altri “cenci” come lui come se fossero pellicole dirette da grandi registi del cinema americano.

Straordinario Alessandro, coinvolgente narratore, formidabile attore, un tour de force di ottanta minuti ininterrotti senza prendere fiato, senza alcuna pausa o caduta di attenzione, interpretando tutti i personaggi di questa storia di “cenci” e interagendo col pubblico con quell’apparente naturalezza e facilità che nasconde, invece, un sapiente lavoro di affabulazione.

Alessandro ha concluso il suo monologo con queste parole: “M.M. ha avuto come primo straordinario, toccante interprete l’amico Andrea Cambi che lo ha rappresentato in pubblico una volta sola…poi ci ha lasciati. Io continuo a leggerlo anche per tenere vivo il suo ricordo cercando di onorare così la sua memoria”: grazie per averlo fatto.

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