“The libertine. Sull’orlo della grandezza” a Firenze

Ieri sera ho avuto il piacere di vivere una delle serate più magiche di questa mia prima stagione teatrale fiorentina.

Questa magia è avvenuta nel parco privato fiorentino “Il raggio verde” della famiglia Maiani in zona Bottai, nei pressi della Certosa, aperto al pubblico per il primo evento gastronomico-teatrale che ci auguriamo si ripeta molte altre volte perché l’abbinamento parco – cena casalinga – teatro itinerante è risultato assolutamente vincente, un tris che è il valore aggiunto di questa iniziativa.

Lo spettacolo itinerante all’interno del parco era “The libertine. Sull’orlo della grandezza”, una personale rielaborazione, da parte del regista e musicista Alessandro Brandi, del film “The libertine”, diretto nel 2004 da Laurence Dunmore, con le bellissime musiche di Michael Nyman e tratto dall’omonima opera teatrale di Stephen Jeffreys, adattato per il cinema dall’autore stesso, e che narra la vera storia di John Wilmot, II conte di Rochester (1647-1680), letterato e libertino inglese, amico del re Carlo II d’Inghilterra, morto a soli 33 anni di sifilide e per abuso di alcolici.

Ieri sera il ruolo del protagonista, che nel film è Jonny Depp, è stato interpretato da un bravissimo Gabriele Giaffreda che, nonostante il necessario, e un po’ scomodo, microfono al viso, è riuscito a darne un’interpretazione commovente e vibrante che ha emozionato il pubblico presente; con lui, nel ruolo dell’amata Lizzy, la brava Giulia Drovandi. Ottima la scelta dei luoghi del parco, che sono stati adattati perfettamente allo scopo e che hanno regalato magia alla recitazione, per ambientare alcuni momenti delle vicende di Wilmot e Lizzy.

Torniamo alla cena buffet che, come dicevo, ha aggiunto sapore, gioco di parole voluto, alla serata sia per come è stata presentata a livello visuale che per la bontà e l’originalità delle portate, coloratissime, saporite e non usuali.

Il tramonto di ieri sera, particolarmente bello, e la luna velata sono stati la cornice naturale di questo evento che, come ho già detto, ci auguriamo sia solo il primo di una lunga serie.