Se alzo gli occhi, recensione di Fausta Spazzacampagna
E’ veramente difficile parlare di uno spettacolo fatto principalmente di emozioni, sentimenti, immagini non viste ma percepite con la fantasia e col cuore. Questo è avvenuto domenica 8 luglio all’Anfiteatro del Cielo, dove siamo stati accompagnati da Gian Paolo Tozzi, vice presidente dell’osservatorio Astrofisico di Arcetri.
Astronomia e poesia….anzi, meglio, poesia ed astronomia. Dodici capitoli, ognuno un argomento, che racchiudono dati astronomici precisi all’interno di poesia, di incanto, di sogno….
Buio, buio completo tutto intorno, infinito spazio buio: comincia così questo viaggio con gli occhi alle stelle. Anche se in realtà intorno a noi c’è luce, ci sentiamo sospinti in questo buio totale, infinito e siamo quel bambino che lo percorre a passi lenti, in mano un sacchetto pieno di palline.
Ed ecco che nel buio il bimbo inciampa e cade, si rompe il suo sacchetto e le palline, un numero infinito di palline, rotolano via e si sparpagliano in questo spazio infinito….e tra queste una, piccolissima, si chiama Pianeta Terra.
L‘uomo vede tutto intorno a sé luci e stelle e la luce calda e forte del sole ed è convinto che tutto sia per lui….lui, il centro di tutto…anche il sole al suo servizio….. ma presto la prospettiva cambia fino a far sentire l’uomo solo un minuscolo punto su un piccolo pianeta in uno spazio infinito….
Parla Helios, il sole, racconta della sua inevitabile fine. Parlano le galassie, le comete raccontano il loro velocissimo viaggio e la morte delle stelle, e i buchi neri, il nulla a cui niente può sfuggire. Tempo, spazio, velocità … misure che l’uomo fatica a concepire. Parla la stella che nasce da una grande esplosione ed inizia il suo rapidissimo viaggio fino ad arrivare ai nostri occhi, luminoso punto nel cielo….
Ad ogni nuovo passo nella scoperta del cielo l’uomo si accorge che da quel momento in poi tutto sarà diverso, in passaggi anch’essi infiniti…Un’ora che ti avvince e ti tiene col fiato sospeso per paura di perdere anche una sola parola.
Stefano Massini ha saputo creare un testo di una grandissima suggestione, portando per mano lo spettatore all’interno dell’Universo, riuscendo a dare la forte sensazione dello scorrere del tempo con il ripetere, in alcuni momenti, una frase o una parola più volte fino ad arrivare al cuore, con una semplicità e limpidezza di linguaggio che afferra l’attenzione.
Luisa Cattaneo e Gabriele Giaffreda, alternandosi nella lettura dei capitoli, hanno reso tutto l’incanto del racconto portando lo spettatore all’interno delle varie scene – dove fisicamente scene non ci sono- e tutto gioca sulla voce, l’espressione, il gesto.
Applausi veramente sentiti al termine dello spettacolo, che purtroppo non si sono potuti ripetere perché era già in attesa il secondo gruppo di spettatori.
E per finire siamo stati accompagnati dal nostro “anfitrione” alla terrazza dell’osservatorio per immergerci nell’incanto del cielo stellato, visione stupenda nonostante ci sia ancora molta luce Là alcuni astronomi hanno risposto alle varie richieste, dando spiegazioni e puntando i due telescopi su oggetti lontani …primo, bellissimo Saturno.
Perfetta conclusione di una serata indimenticabile!
