Chi ha paura di Virginia Woolf al teatro Reims, recensione di Daniela Domenici

chi ha paura di Virginia Woolf al teatro Reims

Ci vuole coraggio, una buona dose di follia e uno strepitoso phisique du role per portare in scena Martha, la protagonista di “Chi ha paura di Virginia Woolf”, l’opera più celebre del commediografo americano Edward Albee; e Maria Paola Sacchetti li ha mescolati tutti e tre e grazie alla sua stupenda arte attoriale ha interpretato, per la seconda volta nel giro di un anno, questo ruolo dando vita a una Martha sofferente, arrabbiata, seducente, insoddisfatta, alcolizzata, un melange di sfaccettature che, a fine spettacolo, hanno lasciato lei stremata e noi, ancora una volta, profondamente commossi.

Anche  Aldo Innocenti, l’altro protagonista, ha utilizzato la sua formidabile preparazione attoriale nel delineare George, il marito tartassato e continuamente deriso dalla moglie Martha che lui, nonostante tutto, ama riuscendo ad alternare un’ironia amara e rassegnata a momenti di violenza sia verbale che fisica. Bravissima anche Caterina Boschi nel ruolo della moglie dell’altra coppia, Honey, timida, imbranata e piena di fobie e bravo anche Alessio Pollastri a delinearne il marito, Nick, giovane e rampante docente universitario, che si trovano coinvolti, loro malgrado, nel gioco dolorosamente perverso che ha luogo, nello spazio di una notte, nell’appartamento di Martha e George.

L’ottima regia è di Marco Lombardi che ha dovuto ridurre parzialmente il testo, che nell’originale dura tre ore, senza togliere nulla alla drammaticità della storia che mantiene intatto il suo appeal.

Questo spettacolo, per la bravura del suo cast, merita l’onore di essere rappresentato in teatri di ben altro spessore e con un pubblico più numeroso e attento di quello che, purtroppo, ha avuto oggi pomeriggio (un cellulare ha squillato e si è tranquillamente risposto e tre vecchiette sorde e maleducate hanno ininterrottamente disturbato) ma i quattro attori hanno dimostrato la loro eccezionale professionalità anche in questo frangente impegnandosi con la stessa identica passione e bravura che se si fossero trovati nel più paludato dei teatri con un pubblico da tutto esaurito.