Gli insofferenti di Flaminia Mancinelli, recensione di Daniela Domenici

gli insofferenti

Inizio questa mia recensione prendendo in prestito le parole di Marinella Zetti che mi trovano totalmente consonante: “Un romanzo corale che dalle prime pagine sconcerta il lettore, lo pone di fronte alle contraddizioni della mente e del cuore umano. Ma proprio per questo lo coinvolge, lo tiene legato ai personaggi, anche a quelli minori…con lo scorrere delle pagine il lettore si trova sempre più invischiato nelle vicende dei personaggi, vuole sapere, vuole capire, vuole penetrare nei loro pensieri. E alla fine l’autrice riannoda tutti i fili, quasi come in un thriller, consegnandoci nell’ultima pagina a un finale crudo e inaspettato…”: è “Gli insofferenti”, opera prima di Flaminia Mancinelli che alla sua prima edizione nel 1997 ha riscosso un ottimo successo di critica e di pubblico e che ora viene finalmente riproposto come e-book, versione in cui l’ha letto la sottoscritta che ne è rimasta ammaliata e coinvolta a tal punto da divorare le sue 165 pagine in poche ore.
Sono sette i personaggi principali di questo libro, tre uomini e quattro donne, che hanno in comune uno stato di insoddisfazione esistenziale, un’insofferenza, che ognuno di loro manifesta in modo diverso, “sette esistenze che si intrecciano in una Roma che vive, che non si limita a fare da sfondo alle vicende narrate ma che in alcuni momenti diventa essa stessa protagonista, suscitando emozioni particolari” (ancora parole di Marinella Zetti); ma sono tutti legati tra loro da rapporti che non danno, appunto, serenità ma sempre e solo insoddisfazione e l’autrice è bravissima nel seguire i loro pensieri, amori e  le loro emozioni ogni volta da un punto di vista diverso.

Sono, praticamente, tutti rapporti d’amore a senso unico, mi verrebbe di citare il celebre detto “in amor vince chi fugge”: Massimo è stato sposato con Cecilia ma ora sta, stancamente, con Giulia che lo ama, Cecilia s’innamora di Marco che però la lascia e non riesce, però, a innamorarsi di Luca che invece la ama, Federica ha una storia d’amore con Marina che alla fine, però, l’abbandona. Questo un rapido, sommario e incompleto riassunto delle trame di amori e di relazioni che intercorrono tra i sette protagonisti ma “Gli insofferenti” di Flaminia Mancinelli è molto altro: è uno straordinario scavo nella mente e nel cuore di ciascuno di loro che viene caratterizzato sia dal perfetto uso dei dialoghi che dallo “stream of consciousness”, il flusso di coscienza, che l’autrice sa utilizzare in modo egregio.
Una cifra distintiva è anche il riuscire a non far mai confondere il lettore tra gli intrecci che intercorrono: è sempre evidente e chiaro chi stia parlando e con chi stia interagendo in quel momento.
E un altro valore aggiunto di questo libro è la perfetta scorrevolezza della narrazione grazie alla totale assenza di qualsivoglia manchevolezza di tipo stilistico (e qui parla la correttrice di bozze ed editor), elemento alquanto raro tra le autrici e gli autori contemporanei le cui opere ho la ventura di leggere: grazie, Flaminia, per avermelo fatto leggere, è stato un vero regalo.
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