Luglio di Adele Libero

luglio2

Qui punge apparenza:
si chiede alla sorte
una partenza dall’usato destino,
rompendo schemi, spezzando ruoli,
scalando grattacieli.

Andar per campi, orfani di messi,
covoni raccolti, da bruciare
a sera, per danzare, attorno,
vestiti bene,
annebbiati dal vino.

Scalare quei pochi giorni,
già amareggia il tornare,
i desideri ancora intatti,
tutti da afferrare.

Vuoto avvolge
la finta allegria dell’estate,
quella che uccide il pensare
e sparisce nell’onde del mare.