Lo scafandro e la farfalla di Jean-Dominique Bauby – 1997, recensione di Daniela Domenici

lo scafandro e la farfalla
Jean-Dominique Bauby (Parigi, 23 aprile 1952 – Garches, 9 marzo 1997) è stato un giornalista francese e redattore capo della rivista ELLE. All’età di 43 anni, l’8 dicembre 1995, Bauby ebbe un ictus. Quando si risvegliò 20 giorni dopo scoprì che il suo corpo aveva cessato di funzionare del tutto: poteva controllare soltanto la sua palpebra sinistra. Questa è una rara condizione chiamata sindrome locked-in.
Nonostante questo, con una forza di volontà straordinaria, muovendo la palpebra sinistra riuscì a dettare, parola per parola, i suoi pensieri così da riuscire a scrivere il libro “Lo scafandro e la farfalla”: con un battito di ciglio fermava il suo interlocutore su una lettera dell’alfabeto che gli veniva recitato secondo l’ordine di maggior utilizzo delle lettere (E, S, A, R, I, N, T…). Il libro fu pubblicato in Francia nel marzo del 1997 e Bauby morì dieci giorni dopo per un arresto cardiaco.
E questo splendido, sofferto, dolcissimo libro scritto con un’ironia inimmaginabile in una persona nelle condizioni di Bauby è capitato tra le mie mani in questi giorni, sempre riordinando le centinaia di miei libri, e mi ha “chiamato”: me ne sono innamorata, l’ho assaporato col sorriso sulle labbra e una tenerezza infinita nel cuore per quest’uomo che con quell’unico, impercettibile battito di ciglia è riuscito a raccontarci come il suo spirito abbia continuato a viaggiare, a sognare e ad AMARE.
Dalla sua prefazione: “…lo scafandro si fa meno opprimente e il pensiero può vagabondare come una farfalla. C’è tanto da fare. Si può volare nello spazio e nel tempo, partire per la Terra del Fuoco o per la corte di re Mida. Si può far visita alla donna amata, scivolarle vicino e accarezzarle il viso ancora addormentato. Si possono costruire castelli in Spagna, conquistare il Vello d’Oro, scoprire Atlantide, realizzare i sogni di bambino e le speranze di adulto…”: se più persone lo leggessero quanti ipocondriaci in meno ci sarebbero in circolazione…grazie, Jean-Do, per questo splendido dono!