Manuela Di Centa, la prima donna italiana in cima all’Everest

manuela di centa everest da webproducer.

A cinquant’anni da Hilary e Tenzing, la prima donna italiana arriva in cima all’Everest. Non una qualsiasi, ma Manuela Di Centa, campionessa di fondo, rappresentante degli atleti italiani nel Comitato Olimpico, donna immagine e conduttrice tv. Manuela ha conquistato gli 8.848 metri della vetta più alta del mondo, questa mattina verso le 11,45, subito dopo ha cominciato la discesa verso il Colle Sud e, per la fine della giornata, dovrebbe arrivare a quota 7.400 del campo III dove trascorrerà la notte. Era partita la notte prima verso le 22 dal campo IV (7.950 metri). E’ stata lei stessa, raggiunta telefonicamente, a comunicare il suo arrivo alle radio italiane. Straordinariamente felice per l’impresa alpinistica, ma anche molto stanca: “Sono un’atleta, ma questa fatica non l’avevo mai provata”.

Di Centa non aveva mai fatto del vero alpinismo fino a pochi mesi fa. A convincerla a tentare l’impresa è stato Fabio Meraldi, lo “sky runner” (il “corridore del cielo”) italiano che intendeva battere un record di velocità sull’Everest: salire e scendere (praticamente di corsa) dalla montagna più alta del mondo nell’arco di 24 ore. La sua impresa non è riuscita; Meraldi ha fatto sapere che ritenterà nei prossimi giorni.

A cinquant’anni dall’impresa del neozelandese Edmund Hilary e dello “sherpa” nepalese Tenzing Norday (morto nel 1986) il cui anniversario cade il 29 maggio, l’Everest è affollatissimo. E i tentativi di record (riusciti e falliti) non si contano più.

Questa mattina, all’alba, è arrivato in cima lo sherpa Pemba Dorje che, completando l’ascesa in 12 ore e 45 minuti, ha battuto il record mondiale di velocità (solo in salita). Pemba Dorje, 39 anni (tre volte in vetta) è partito alle 17 di giovedì ed è arrivato in cima al sorgere del sole. Il primato precedente apparteneva a un suo connazionale, Babu Chirri, morto l’anno scorso proprio sull’Everest.

E, poche ore dopo, un altro record. Sul tetto del mondo è arrivato anche il primo disabile: Gary Guller, texano di 36 anni che, nel 1989 subì l’amputazione di un braccio dopo un incidente in montagna.

E ieri, per completare questo “Guinnes dei primati” relativo all’Everest, il giapponese Yuichiro Miura era diventato l’uomo più anziano a scalare la montagna più alta del mondo. Miura, 70 anni, è stato accompagnato dal figlio Gota e ha tolto il record a un suo connazionale, Tomiyasu Ishikawa che, lo scorso maggio, aveva completato l’impresa a 65 anni compiuti.

Per fortuna, almeno finora, il tempo sulla montagna si mantiene decente. E, anche se una cordata svizzera, nei giorni scorsi, ha dovuto rinunciare per una tempesta, i tentativi si susseguono a ritmo incalzante e andranno avanti, presumibilmente, fino al “clou” del cinquantenario.

da http://www.repubblica.it

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